Sentenza n. 5415/2026 - Napoli, Sezione 3
per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Nola, sezione civile Lavoro, n. 810 del 19 aprile 2022;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Nola, sezione civile Lavoro, n. 810 del 19 aprile 2022, che aveva riconosciuto al lavoratore € 1.579,40 per il periodo dall’1 febbraio 2017 al 31 luglio 2018, oltre interessi legali dalla debenza al saldo, da detrarre dalle eventuali somme spettanti per rivalutazione monetaria
Esito
Favorevole al ricorrente (lavoratore scolastico)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Nola n. 810 del 19 aprile 2022, lamentando la mancata corresponsione delle somme riconosciute a suo favore. Ha chiesto che fosse ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di compiere gli atti necessari alla piena esecuzione del giudicato e che fosse nominato un commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inadempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando la sussistenza dei presupposti per l’ottemperanza: la sentenza azionata è passata in giudicato, come attestato dalla certificazione di cancelleria, ed è inutilmente decorso il termine previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di dare puntuale e integrale esecuzione al titolo entro sessanta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della sentenza. Per il caso di persistente inadempimento ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per il Personale Scolastico, con facoltà di delega, assegnandogli sessanta giorni dalla comunicazione della perdurante inerzia da parte del ricorrente. L’eventuale compenso commissariale, se dovuto, è fissato in € 500,00, a carico del Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato a pagare € 600,00 per le spese di giudizio, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Alla luce della documentazione versata in atti, sussistono tutti i presupposti di cui all’articolo 114 del codice del processo amministrativo, avuto segnatamente riguardo al passaggio in giudicato della sentenza azionata (attestato da apposita certificazione di cancelleria) e all’inutile decorso del termine ne ante quem di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.
L’ottemperanza è esperibile quando il titolo azionato è passato in giudicato e sia inutilmente decorso il termine dilatorio previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996.
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito con l. n. 30/1997
Alla luce della documentazione versata in atti, sussistono tutti i presupposti di cui all’articolo 114 del codice del processo amministrativo, avuto segnatamente riguardo al passaggio in giudicato della sentenza azionata (attestato da apposita certificazione di cancelleria) e all’inutile decorso del termine ne ante quem di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.
Il termine dilatorio previsto dalla norma deve essere inutilmente decorso prima di poter ottenere l’esecuzione coattiva del titolo nei confronti dell’amministrazione.
Massime di principio
- In sede di ottemperanza, il giudice può ordinare all’amministrazione l’esecuzione puntuale e integrale del titolo quando risultino il passaggio in giudicato della decisione e l’inutile decorso del termine dilatorio previsto per l’adempimento.
- Il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, chiamato a intervenire se l’amministrazione non adempie entro il termine assegnato, e porre a carico dell’amministrazione le spese della funzione commissariale ove concretamente dovute.
Come è indicizzato
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