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Sentenza

Sentenza n. 15391/2026 - Roma, Sezione 1Q

Giustizia amministrativa202308631

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento del 30 marzo 2023 con cui Roma Capitale ha dichiarato la nullità e l’inefficacia della CILA del 29 dicembre 2020 e della SCIA in accertamento di conformità del 19 gennaio 2021, rilevando la carenza di titolo edilizio; impugnata anche la comunicazione di avvio del procedimento di decadenza dalla licenza di somministrazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato il provvedimento comunale deducendo: (i) violazione degli artt. 3, 20, 21-septies e 21-nonies l. 241/1990, per asserita violazione del termine ragionevole e per la pretesa formazione di un titolo tacito, nonché violazione dell’art. 37 d.P.R. 380/2001, difetto di motivazione, carenza dei presupposti, travisamento, sviamento, illogicità e contraddittorietà; (ii) ulteriore violazione dell’art. 37 d.P.R. 380/2001 e dell’art. 3 l. 241/1990, con contestazione dei presupposti fattuali e della motivazione, in particolare quanto alla preesistenza e alla legittimità del soppalco; (iii) illegittimità derivata della comunicazione di avvio del procedimento di decadenza dalla licenza di somministrazione di cibi e bevande, conseguente alla contestata carenza del titolo edilizio. Le ricorrenti avevano inoltre chiesto il differimento della trattazione, richiamando la presentazione di un’istanza di fiscalizzazione dell’abuso.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza di differimento perché non ricorrevano i casi eccezionali previsti dall’art. 73, comma 1-bis, c.p.a.; la presentazione dell’istanza di fiscalizzazione non costituiva un’evenienza straordinaria. Ha esaminato congiuntamente i primi due motivi e li ha respinti: la SCIA in sanatoria ex art. 37 d.P.R. 380/2001 non produce un titolo abilitativo tacito, poiché richiede un espresso accertamento comunale favorevole della conformità delle opere; non le si applicano né il consolidamento per decorso del tempo né i termini e le condizioni propri dei poteri inibitori sulla SCIA ordinaria. In mancanza di un espresso accertamento favorevole, le opere restano prive di titolo e assoggettabili a interventi repressivi; inoltre, l’annullamento d’ufficio può intervenire oltre il termine ordinario quando l’illegittimità dipende da una dichiarazione non veritiera del privato. Quanto al soppalco, le ricorrenti non hanno dimostrato la legittimità della preesistenza e la natura abusiva risultava dalle loro stesse ammissioni, dalla precedente sentenza del TAR Lazio n. 581/2020 e dalla CILA del 29 dicembre 2020, diretta alla rimozione spontanea del manufatto. L’istanza di fiscalizzazione presentata nel 2024 resta impregiudicata, trattandosi di procedimento autonomo fondato su presupposti differenti. Il terzo motivo è stato respinto: non erano state formulate censure specifiche contro l’avvio del procedimento di decadenza e i vizi dedotti erano soltanto derivati da quelli, infondati, prospettati contro gli atti edilizi; inoltre, la società titolare della licenza non era parte del giudizio. Ricorso respinto; spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    La SCIA in sanatoria si colloca, infatti, su un piano ontologicamente distinto da quello della SCIA “ordinaria”, dal momento che interviene su attività già realizzate in assenza di titolo e presuppone una rigorosa verifica ex post della loro conformità urbanistico-edilizia ai fini della loro regolarizzazione postuma.

    La SCIA in sanatoria riguarda opere già eseguite senza titolo e richiede una verifica comunale ex post della conformità urbanistico-edilizia; non equivale alla SCIA ordinaria e non produce da sola un effetto abilitativo tacito.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    In ogni caso, l’annullamento d’ufficio può essere disposto anche oltre il termine previsto dall’art. 21 nonies l. n. 241/90 allorché, come nella fattispecie, l’illegittimità sia imputabile ad una non veritiera dichiarazione del privato (Cons. Stato n. 3940/18, n. 849/19).

    Il termine ordinario per l’annullamento d’ufficio non preclude l’intervento tardivo quando l’illegittimità dell’atto o del titolo sia riconducibile a una dichiarazione non veritiera del privato.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Preliminarmente deve essere respinta l’istanza di differimento della trattazione della causa presentata dalle ricorrenti il 26.05.2026, in quanto non sono stati evidenziati i casi eccezionali di cui all’art. 73, comma 1 bis, del c.p.a., atteso che l’avvenuta presentazione di una istanza di fiscalizzazione non rappresenta una evenienza straordinaria.

    Il differimento della trattazione richiede la ricorrenza di casi eccezionali; la sola presentazione di un’istanza di fiscalizzazione dell’abuso non integra una circostanza straordinaria.

Massime di principio

  • La SCIA in sanatoria ex art. 37 d.P.R. 380/2001 non è uno strumento di liberalizzazione equiparabile alla SCIA ordinaria: presuppone un espresso accertamento favorevole dell’amministrazione sulla conformità urbanistico-edilizia delle opere già realizzate senza titolo e non determina, per il solo decorso del tempo, la formazione di un titolo tacito.
  • Alla SCIA in sanatoria non si estendono il meccanismo di consolidamento temporale e i termini predeterminati per l’esercizio dei poteri inibitori propri della SCIA ordinaria; in assenza di un espresso accertamento favorevole, l’attività edilizia resta priva di titolo e può essere assoggettata a interventi repressivi.
  • L’annullamento d’ufficio può essere disposto oltre il termine ordinario previsto dall’art. 21-nonies l. 241/1990 quando l’illegittimità dipenda da una dichiarazione non veritiera del privato.
  • La presentazione di un’istanza di fiscalizzazione dell’abuso non costituisce, di per sé, un caso eccezionale idoneo a giustificare il differimento della trattazione ai sensi dell’art. 73, comma 1-bis, c.p.a.; il relativo procedimento resta autonomo e non è definito dalla decisione sulla legittimità degli atti edilizi impugnati.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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