Cassazione Penale, Sentenza n. 47237/2024 del 20/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Fracapane ha impugnato la sentenza di condanna confermata in appello (5 anni di reclusione e multa) deducendo vizio logico e paralogismo nel ragionamento indiziario (violazione art. 192 c.p.p.), carenza di prova circa la sua partecipazione alla sparatoria (critiche a valutazione di tabulati, videosorveglianza, captazioni e disponibilità dei mezzi), contestazione della qualificazione della circostanza aggravante del "metodo mafioso" e censura sulla determinazione della pena (mancata adeguata motivazione per la scelta della pena base e per gli aumenti previsti).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il giudizio di colpevolezza fondato sulla "doppia conforme" (motivazioni coerenti di primo grado e appello) era sufficientemente motivato: concatenazione logica e concordanza di indizi (videosorveglianza, tabulati, localizzazione GPS del veicolo, captazioni telefoniche, dichiarazioni testimoniali) hanno reso univoca la ricostruzione della responsabilità di Fracapane nella sparatoria e della disponibilità della Fiat Idea. La Corte ha altresì ritenuto correttamente configurata la circostanza aggravante del metodo mafioso sulla base delle modalità, del contesto territoriale e dell'elevato numero di colpi esplosi; ha respinto le doglianze sulla misura della pena ritenendo la motivazione adeguata e non generica. Il ricorso è stato quindi rigettato e la condanna confermata.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto integrata la circostanza aggravante del "metodo mafioso" (non la finalità di agevolazione dell'associazione mafiosa, già esclusa), sulla base di elementi quali il luogo, l'orario, il numero di colpi, la sfrontatezza e la modalità intimidatoria dell'azione, nonché la presenza di un convoglio scooter+auto in zona di egemonia criminale.
art. 635, commi 1 e 2 cod. pen.
Articolo richiamato nella contestazione per il danneggiamento mediante esplosioni; la sentenza ha ritenuto provata la commissione del fatto insieme agli altri illeciti contestati.
Richiamato per la responsabilità in concorso: la Corte ha attribuito a Fracapane la partecipazione materiale come concorrente nei reati contestati, sulla base del quadro indiziario complessivo.
Norma relativa a circostanze aggravanti (richiamata nella motivazione della pena); la Corte l'ha considerata nel quadro complessivo degli elementi aggravanti ai fini della determinazione della pena.
Regola il grado di precisione richiesto per gli indizi. La Cassazione ha ribadito che, nel processo indiziario, non è necessario che ogni singolo indizio sia isolatamente certo: può essere sufficiente la concatenazione logica e la concordanza del complesso indiziario per raggiungere la certezza richieste per la condanna.
art. 606, comma 1, lett. b) e e) c.p.p.
Motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e motivazione). La Corte ha ritenuto le doglianze del ricorrente generiche, di fatto non abbiano contestato in modo specifico e fondato la logica e la completezza della motivazione di merito.
Norma sulla determinazione della pena: la Corte di merito ha motivato l'aumento della pena base con riferimento a fattori oggettivi (gravità, modalità, uso di arma, numero di colpi) e soggettivi (pregressa condanna, scarsa collaborazione), e la Cassazione l'ha ritenuta adeguata.
art. 63, comma quarto; art. 99; art. 62-bis cod. pen.
Articoli richiamati in relazione alla quantificazione della pena (circostanze personali, recidiva, profili soggettivi). La Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano adeguatamente applicato questi criteri nella motivazione.
art. 81, comma finale cod. pen.
Richiamato in relazione agli aumenti per reati satelliti/cumulazione: la Corte ha ritenuto che gli aumenti applicati siano stati motivati e non censurabili con deduzioni generiche.
artt. 192, 533, 546 n.1 lett. e) c.p.p.
Norme processuali richiamate nel ricorso sul tema della precisione indiziaria e della motivazione: la Cassazione ha ritenuto che il complesso motivazionale (prima e secondo grado) rispondesse ai requisiti di legge e che le doglianze non abbiano dimostrato paralogismi o contraddizioni tali da invalidare la decisione.
Massime di principio
- In processi indiziari il tribunale può fondare la condanna sulla concatenazione logica e sulla concordanza di più indizi anche se singolarmente non assoluti; occorre che il complesso indiziario raggiunga una univocità probatoria.
- La "doppia conforme" (motivazioni coerenti di primo grado e appello) forma un unico corpo motivazionale che la Cassazione valuta nella sua interezza; criticare singoli elementi senza confrontarsi con l'insieme motivazionale è in genere inefficace.
- Video, tabulati, GPS e intercettazioni, se coerenti tra loro, possono costituire prova convincente della responsabilità e della disponibilità di mezzi; per contestarli è necessario dimostrare specifiche aporie logiche o errori di valutazione probatoria.
- Per l'aggravante del "metodo mafioso" è rilevante la modalità intimidatoria, il contesto territoriale e la visibilità dell'azione; non basta l'ora o il luogo isolatamente, ma la valutazione complessiva degli elementi oggettivi e soggettivi.
- Le doglianze generiche sulla motivazione o sulla quantificazione della pena sono difficilmente accolte in Cassazione: è necessario indicare punti precisi di illogicità, contraddizione o insufficienza motivazionale.
- Per una efficace difesa in casi analoghi conviene puntare su: 1) disarticolare la concatenazione indiziaria mostrando alternative ragionevoli; 2) mettere in dubbio autonomamente ciascuno degli indizi cardine con elementi concreti; 3) richiedere accertamenti (es. comparazione immagini, verifica GPS) quando rilevanti e possibili.
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