Cassazione Penale, Sentenza n. 31883/2023 del 24/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva confermato la condanna, deducendo: 1) vizio di motivazione per la mancata esclusione della recidiva e per il diniego delle circostanze attenuanti generiche e per eccessiva dosimetria della pena; si sosteneva che la condotta fosse rudimentale, l'ipotesi lieve e la recidiva ingiustificata alla luce della situazione di indigenza e della modesta quantità di droga; 2) vizio di motivazione e illegittimità della confisca del denaro sequestrato (240 euro), in mancanza di prova del nesso di pertinenzialità tra la somma e un concreto profitto da cessione di stupefacenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il primo motivo manifestamente infondato e ha quindi confermato, in gran parte, la sentenza di merito: è stata ritenuta corretta la motivazione dei giudici di merito sul diniego delle attenuanti generiche, sull'applicazione della recidiva e sulla congruità della dosimetria della pena. Per contro la Corte ha ritenuto fondato il secondo motivo relativo alla confisca del denaro: ha annullato senza rinvio la statuizione di confisca del denaro, disponendone il dissequestro e la restituzione all'avente diritto, poiché in presenza dell'art. 73, comma 5, DPR 309/90 non risultava provato il nesso di pertinenzialità richiesto dall'art. 240 cod. pen. e le norme sulla confisca per sproporzione o obbligatoria non erano applicabili alla fattispecie lieve contestata.
Norme richiamate
DPR 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5
Definisce l'ipotesi lieve di detenzione di sostanze stupefacenti: la fattispecie contestata è stata qualificata ai sensi di questo comma e, in tale ipotesi, non si possono applicare automaticamente talune forme di confisca previste per le fattispecie più gravi
Fornisce i criteri per la determinazione della pena; la Corte ha richiamato la discrezionalità dei giudici di merito nella graduazione della pena e la sufficienza di una motivazione che dia conto dei criteri adottati
Stabilisce la confisca delle cose che costituiscono il profitto del reato; la Corte ha ribadito che la confisca del denaro è ammissibile solo se sussiste il nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato contestato
Norma sulla confisca per sproporzione; la Corte ha precisato che questa disposizione non è applicabile alla fattispecie di cui al comma 5 dell'art. 73 DPR 309/90, salvo il caso in cui la legge espressamente la richiami
DPR 9 ottobre 1990, n. 309, art. 85
Prevede l'applicazione dell'art. 240-bis nei casi indicati dall'art. 73, ma esclude espressamente l'applicazione per la fattispecie di cui al comma 5; la Corte ha richiamato tale esclusione per negare la confisca per sproporzione
D.L. 8 giugno 1992, n. 306, art. 12-sexies (conv. L. n. 356/1992)
art. 12 sexies d.l. 306/1992 conv. L. 356/1992
Riferimento alla disciplina storica della confisca del denaro come profitto del reato; la Corte osserva che non è consentita una confisca automatica del denaro nei casi di cui all'art. 73, comma 5
DPR 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 7-bis
art. 73 co. 7-bis DPR 309/90
Prevede la confisca obbligatoria o per equivalente in alcuni casi di condanna; la Corte ha sottolineato che tale disposizione opera solo per le ipotesi previste dal primo comma e risulta esclusa per l'ipotesi lieve di cui al comma 5
Massime di principio
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice di merito indica plausibili ragioni del rigetto; non è necessario analizzare tutti gli elementi favorevoli dedotti dalle parti, è sufficiente che il giudice indichi quelli ritenuti decisivi
- L'applicazione dell'aumento per recidiva rientra nella discrezionalità del giudice di merito; è però necessario fornire motivazione adeguata circa la maggiore pericolosità o capacità a delinquere risultante dal curriculum criminale
- La determinazione della pena entro i limiti edittali è insindacabile in Cassazione se la motivazione è logica e richiama i criteri di cui all'art. 133 cod. pen.; formule generiche come pena congrua o equa sono spesso sufficienti quando la misura è nella fascia media o vicina al minimo
- In caso di detenzione di stupefacenti nella forma lieve ex art. 73, comma 5, DPR 309/90, la confisca del denaro rinvenuto con l'imputato non può essere disposta automaticamente: occorre provare il nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato contestato ai sensi dell'art. 240 cod. pen.
- Le norme sulla confisca per sproporzione (art. 240-bis) o la confisca obbligatoria per equivalente non si applicano all'ipotesi lieve di cui al comma 5 dell'art. 73 se la legge esclude espressamente la loro operatività; pertanto, la confisca va motivata sulla base degli elementi probatori che dimostrino il rapporto tra denaro e attività illecita specificamente contestata
- Se non sussiste prova diretta o indiziaria sufficienti a collegare il denaro ritrovato all'attività di spaccio contestata, la confisca va annullata e il denaro restituito
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