Cassazione Civile, Sentenza n. 29174/2024 del 12/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia relativa all'accertamento dell'esistenza di una servitù di passaggio pedonale e carrabile sulla particella n. 188 fg. 41 (fondo Guidi). I Vettori e gli eredi Lippi avevano chiesto l'accertamento dell'usucapione della servitù in loro favore; i Guidi contestavano l'esistenza della servitù e sollevavano profili di mancata e certa individuazione dei fondi dominante e servente, insufficienza della prova del possesso ultraventennale richiesto per l'usucapione e carenza del requisito dell'apparenza (assenza di opere permanenti e visibili che dimostrino la destinazione della via al servizio del fondo dominante). Pregiudiziali processuali e questioni di fatto (prove testimoniali, fotografie, planimetrie, precedente transazione del 1963 e atti amministrativi) sono state valutate dai giudici di merito.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dei Guidi. Ha ritenuto infondati i tre motivi: 1) la Corte d'appello aveva correttamente individuato i fondi sulla base di dati catastali, planimetrie, documentazione fotografica e della perizia non contestata; 2) la valutazione della prova del possesso ultraventennale era rimessa al giudice del merito e le testimonianze e le prove documentali, valutate nel loro complesso, erano state ritenute sufficienti per l'usucapione; 3) il requisito dell'apparenza era soddisfatto in presenza di segni visibili e di documentazione (fotografie storiche, cartello di passo carrabile con autorizzazione comunale, comunicazione del Comune in occasione dell'apposizione di un cancello) che dimostravano la destinazione stabile della via al servizio del fondo dominante. La Cassazione ha richiamato il principio per cui non è consentita in sede di legittimità una rivalutazione globale delle prove. Il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio: liquidate in euro 4.500,00 + euro 200,00 per esborsi oltre rimborso forfettario al 15% IVA e CPA; altresì richiamata la possibile applicazione dell'ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR n.115/2002.
Norme richiamate
Artt. 1051, 1061, 1158: richiamati in relazione ai presupposti dell'acquisto della servitù per usucapione e all'apparenza; art. 2697: principio della prova a carico di chi deduce il fatto costitutivo; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano correttamente applicato le norme valutando la prova nel suo complesso
Artt. 391-bis e 380-bis c.p.c.: utilizzati per la valutazione preliminare della manifesta infondatezza del ricorso e per la fissazione dell'adunanza in camera di consiglio; art. 360 c.p.c. richiamato in tema di limiti di sindacato della Cassazione sulla motivazione di fatto
Richiamato per gli effetti sul contributo unificato e per l'eventuale obbligo di versamento di un ulteriore importo nei confronti del ricorrente, in caso di ricorso manifestamente infondato
Massime di principio
- La Corte di cassazione non procede a un nuovo esame di merito: la verifica è limitata a controllare la correttezza logico-giuridica e la ragionevolezza della motivazione dei giudici di merito.
- L'individuazione dei fondi dominante e servente può essere soddisfatta tramite documentazione catastale, planimetrie, fotografie e perizia; l'assenza di contestazione della perizia rafforza la possibilità di identificazione.
- L'usucapione della servitù richiede il possesso continuato per il periodo di legge (ventennio); la prova è valutata complessivamente e la credibilità delle testimonianze è rimessa al giudice di merito.
- Il requisito dell'apparenza implica la presenza di segni visibili o opere permanenti che indichino in modo non equivoco la destinazione della via al servizio del fondo dominante (es. passo carrabile autorizzato, parcheggio storicamente usato), e può essere provato anche con fotografie storiche e atti amministrativi.
- Decisioni giudiziali relative a domande autonome e a petitum diversi non producono automaticamente effetti di giudicato su altri procedimenti con pretese differenti; occorre valutare autonomamente gli elementi di fatto e di diritto di ciascun caso.
- Ricorsi manifestamente infondati possono essere trattati con gli istituti di sintesi processuale (artt. 391-bis, 380-bis c.p.c.) e comportare responsabilità sulle spese e contributi unificati a carico del ricorrente.
Testo integrale
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