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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03091/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Dal testo non emerge la specifica imputazione sostanziale, ma solo che il giudizio riguardava anche la valutazione di un dedotto vizio di mente e il trattamento sanzionatorio, con riferimento al regime degli arresti domiciliari.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il difensore dell'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Catania del 15 gennaio 2025. Dal testo emerge che i motivi riguardavano: 1) un dedotto vizio di mente dell'imputato; 2) il diniego della particolare tenuità del fatto; 3) il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La Cassazione rileva che il ricorso riproponeva questioni di fatto e di diritto già esaminate in appello con motivazione non manifestamente illogica e conforme alla giurisprudenza di legittimità. In particolare, la Corte territoriale aveva giustificato l'esclusione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche valorizzando la superficialità dell'atteggiamento dell'imputato rispetto al rispetto del regime degli arresti domiciliari e l'assenza di elementi favorevoli.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto è stata esclusa dalla Corte territoriale sulla base della concreta gravità del comportamento e della superficialità dell'atteggiamento dell'imputato rispetto agli obblighi impostigli.

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche sono state negate per assenza di elementi di valutazione favorevoli, decisione ritenuta congruamente motivata.

  • art. 81 c.p.p.

    Nessuna norma processuale specifica è richiamata espressamente nel testo; la declaratoria di inammissibilità comporta le conseguenze previste dalla legge in tema di spese e sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

  • art. 616 c.p.p.

    La condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende è conseguenza della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre censure di fatto e di diritto già esaminate dal giudice di merito, a fronte di una motivazione immune da manifeste illogicità e conforme ai principi di diritto consolidati.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è legittimo quando il giudice di merito valorizza elementi concreti della condotta incompatibili con una risposta punitiva di minima offensività, come la superficialità nel rispetto di un regime restrittivo.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione adeguata che evidenzi l'assenza di elementi positivi idonei a giustificarne la concessione.
  • La deduzione di un vizio di mente non consente l'accoglimento del ricorso quando la sentenza impugnata abbia già affrontato la questione con argomentazione logica e coerente, senza vizi manifesti.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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