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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34667/2024 del 13/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 21/03/2024 che aveva rigettato il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo sui gioielli e orologi. Il ricorrente deduce tre motivi: 1) mancanza del fumus commissi delicti, atteso che i beni sarebbero di legittima provenienza come regali di nozze dei coniugi Bonaccorso-Musumeci del 1970; 2) assenza del periculum in mora, poiché il tribunale avrebbe indicato genericamente il pericolo di dispersione dei beni senza concreto fondamento; 3) irragionevolezza temporale del sequestro, mancando nesso cronologico tra l'acquisizione dei beni e l'attività delittuosa ipotizzata.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile perché proposto con motivi non consentiti e privi della specificità richiesta dagli artt. 581, comma 1, e 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen. Ha ritenuto che le censure sulla insussistenza dei reati siano introdotte per la prima volta in cassazione in termini generici e assertivi e che il ricorrente abbia riproposto fatti e valutazioni che attengono alla prova e non alla legittimità. Il tribunale di merito aveva motivato il sequestro richiamando il valore sproporzionato dei beni rispetto ai redditi familiari, la mancanza di documentazione che comprovasse le presunte donazioni del 1970, l'attività delittuosa contestata al figlio Orazio e i tentativi di occultamento degli stessi tramite il padre e il fratello. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende. Decisione resa in Roma il 12/07/2024.

Norme richiamate

  • art. 512‑bis cod. pen.

    Norma penale richiamata quale fattispecie contestata (attribuzione fittizia o condotte connesse). Nel caso è stata considerata tra i reati che giustificano il sequestro, ma la Corte ha osservato che la contestazione sulla sua insussistenza è stata sollevata in cassazione in termini nuovi e generici.

  • art. 648 cod. pen.

    Norma che punisce la ricettazione, richiamata come reato contestato in concorso. Utilizzata dal tribunale di merito per valutare il fumus commissi delicti in relazione ai beni sequestrati.

  • art. 581, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione: i motivi devono essere tra quelli consentiti dalla legge e formulati con la specificità necessaria.

  • art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Richiama il principio di specificità dei motivi di cassazione. La Corte ha ritenuto che i motivi proposti fossero privi della necessaria specificità e quindi inammissibili.

Massime di principio

  • In cassazione non possono essere introdotti per la prima volta motivi che incidono sui fatti probatori in termini generici: le censure nuove e assertive sono inammissibili.
  • I motivi di cassazione devono essere tra quelli espressamente ammessi e formulati con la specificità prevista dagli artt. 581 e 591 cpp; la genericità comporta l'inammissibilità.
  • Nel caso di sequestro preventivo di beni, il giudice valuta il fumus commissi delicti anche comparando il valore dei beni con i redditi del nucleo familiare e richiede documentazione probante sulla legittima provenienza.
  • L'eccezione del periculum in mora deve essere fondata su elementi concreti e non su rilievi generici; la mera affermazione del pericolo di dispersione senza riscontri può essere ritenuta insufficiente se il giudice di merito ha motivato diversamente.
  • La proposizione di fatti e documenti non sollevati nel grado precedente rende difficilmente ammissibile il relativo motivo in cassazione; la difesa deve evidenziare tempestivamente le prove della lecita provenienza dei beni nei gradi di merito.

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