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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13580/2026 del 14/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la decisione del Tribunale di Rimini che aveva assolto Gianni Gargini per il reato di truffa ritenendo il fatto non punibile per particolare tenuità ai sensi dell'art. 131-bis c.p. L'impugnazione sostiene che il giudice di merito ha valutato erroneamente la sussistenza della causa di non punibilità, avendo considerato soltanto l'esiguità del danno e l'assenza di dichiarazione di abitualità, senza tener conto della presenza di precedenti specifici e della pluralità di reati della stessa indole commessi dall'imputato, elementi che possono essere ostativi al riconoscimento della particolare tenuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza del Tribunale di Rimini limitatamente al profilo della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p., disponendo il rinvio al Tribunale di Rimini per un nuovo esame specifico di tale questione. La Corte ha osservato che il giudice di merito non ha adeguatamente valutato la rilevanza della pluralità di reati della stessa indole e dei precedenti specifici, né ha esplicitato la motivazione rispetto all'equivalenza richiamata dal quarto comma dell'art. 131-bis tra dichiarazione di abitualità e commissione di più reati della stessa indole. La Corte ha inoltre ribadito l'irrevocabilità della dichiarazione di responsabilità ai sensi dell'art. 624, comma 2, cod. proc. pen., quindi l'affermazione di responsabilità resta definitiva.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La norma sulla particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva e motivata; la Corte ha richiamato l'equivalenza, prevista al quarto comma, tra la dichiarazione di abitualità a delinquere e la commissione di più reati della stessa indole, la cui presenza può essere ostativa al riconoscimento della causa di non punibilità e richiede valutazione specifica.

  • art. 624, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato la disposizione per affermare l'irrevocabilità della dichiarazione di responsabilità: l'annullamento della statuizione sul punto della non punibilità non incide sulla conferma definitiva della responsabilità penale accertata in primo grado.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 35630 del 13/07/2021 (PG c. Nenci)

    Richiamata per precisare che pluralità di reati non equivale automaticamente ad abitualità e che non vi è identificazione tra continuazione e abitualità, dunque occorre distinzione e valutazione concreta.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 18891 del 27/01/2022 (Ubaldi)

    Richiamata per ricordare che la pluralità di reati riuniti nella continuazione non è di per sé ostativa al riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità, la quale può essere valutata comunque in modo complessivo dal giudice di merito.

Massime di principio

  • Per riconoscere la causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) il giudice deve compiere una valutazione complessiva, motivata e specifica, non limitandosi alla sola esiguità del danno.
  • La presenza di precedenti specifici o di più reati della stessa indole richiede una valutazione puntuale: non bastano in astratto a escludere la particolare tenuità, ma possono risultare ostative se dalla valutazione complessiva emergono elementi di gravità o tendenza delinquenziale.
  • Pluralità di reati non equivale automaticamente ad abitualità; neppure la continuazione coincide con l'abitualità: il giudice deve distinguere e motivare la rilevanza di tali elementi ai fini dell'art. 131-bis.
  • Se il giudice di merito omette una valutazione necessaria o la svolge in modo insufficiente su questioni che richiedono approfondimento fattuale, la Cassazione può annullare la decisione e rinviare per nuovo esame, non potendo essa stessa entrare nel merito dei fatti.
  • L'annullamento relativo al riconoscimento della particolare tenuità non cancella automaticamente l'accertamento di responsabilità: la dichiarazione di responsabilità può restare irrevocabile ai sensi del codice di procedura penale.

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