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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28015/2025 del 30/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza con cui il Tribunale di Macerata aveva rigettato la richiesta di riconoscimento della continuazione ex art. 81, comma 2, cod. pen., e art. 671 cod. proc. pen., tra una serie di condanne irrevocabili (elencate nei punti a) b) c) d) ed e) del provvedimento impugnato). Il Tribunale aveva negato la continuazione principalmente per l'eterogeneità delle modalità esecutive e per l'ampio arco temporale tra alcuni reati (in particolare quelli indicati ai punti a) e c)). Il ricorrente sosteneva invece l'esistenza di un programma criminoso unitario e la contiguità spaziale e temporale (notando che reati indicati nei punti b) ed e) erano commessi lo stesso giorno e che altre condotte ricadono nello stesso periodo) che avrebbero imposto il riconoscimento della continuazione.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato in parte. Ha confermato che per i reati indicati nei punti a) e c) l'eterogeneità delle modalità esecutive e l'ampio intervallo temporale ostavano al riconoscimento della continuazione, per cui la decisione del Tribunale è stata confermata su quel profilo. Tuttavia, ha ritenuto che il Tribunale di Macerata non avesse svolto una verifica adeguata e motivata circa l'unicità del disegno criminoso rispetto ai reati indicati nei punti b), d) ed e), dato l'evidente contesto di contiguità spaziale e temporale (due reati commessi lo stesso giorno a Civitanova Marche e altri nello stesso arco temporale). Per tali capi l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Macerata per nuovo giudizio limitatamente ai reati b), d) ed e.; il resto del ricorso è stato rigettato.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    La continuazione richiede l'esistenza di un unico programma criminoso originariamente preordinato per il perseguimento di un fine determinato; non è applicabile quando le condotte presentano eterogeneità esecutiva o un ampio intervallo temporale che esclude una progettazione unitaria.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Nell'esecuzione il giudice deve verificare la sussistenza del vincolo della continuazione tra sentenze irrevocabili; tale verifica deve essere motivata e basata su elementi probatori concreti e non su affermazioni assertive.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione richiede la prova di un programma criminoso unitario concepito almeno nelle caratteristiche essenziali; la mera reiterazione o la professionalità nel reato non sono elementi sufficienti
  • La contiguità spaziale e temporale tra reati (es. più reati commessi lo stesso giorno nello stesso luogo) è un elemento significativo che impone al giudice di svolgere un esame motivato e approfondito sulla preordinazione; non può essere scartata con argomentazioni assertive
  • L'eterogeneità delle modalità esecutive e un ampio intervallo temporale tra i fatti possono escludere la continuazione, se impediscono di ricondurre le condotte a un disegno unitario originario
  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare in modo analitico la decisione sul riconoscimento della continuazione, facendo riferimento a dati processuali e non a generiche affermazioni
  • In caso di dubbio e presenza di elementi di contiguità forte, il giudice di legittimità può disporre l'annullamento con rinvio per una nuova, più approfondita valutazione

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