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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31449/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva riconosciuto responsabile di riciclaggio. Con i primi tre motivi ha dedotto violazione di legge, manifesta illogicità e omessa motivazione sulla configurabilità del riciclaggio, chiedendo in subordine la derubricazione del fatto in ricettazione ex art. 648 c.p., ovvero in contravvenzione di cui all'art. 712 c.p., oppure in ricettazione o tentativo di riciclaggio. Con il secondo motivo ha censurato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La memoria depositata il 20/06/2025 è stata ritenuta tardiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i primi tre motivi non specifici, perché sostanzialmente ripetitivi delle doglianze già respinte in appello e privi di un confronto effettivo con la motivazione della sentenza impugnata. Ha inoltre osservato che la Corte territoriale aveva correttamente ricostruito il riciclaggio valorizzando l'inattendibilità delle dichiarazioni dell'imputato e gli elementi di fatto percepiti dai verbalizzanti. Ha poi dichiarato manifestamente infondato il motivo sulle attenuanti generiche, perché la sentenza di merito aveva motivato il diniego richiamando il valore elevato del bene riciclato, i precedenti penali e l'assenza di resipiscenza. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 591, comma 1, lett. c), c.p.p.

    requisiti, richiesti a pena di inammissibilità del ricorso

    Il ricorso per cassazione deve contenere motivi specifici e un effettivo confronto critico con la decisione impugnata; la mera reiterazione delle censure già formulate in appello lo rende inammissibile.

  • art. 648-bis c.p.

    Il reato di riciclaggio può integrarsi anche mediante lo smontaggio di singoli pezzi di un bene mobile registrato di provenienza delittuosa, quando la condotta sia idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita del bene.

  • art. 648 c.p.

    È evocato dalla difesa come possibile diversa qualificazione giuridica del fatto, ma la Corte non accoglie la richiesta di derubricazione.

  • art. 712 c.p.

    È evocato dalla difesa come possibile ulteriore derubricazione in ambito contravvenzionale, ma la Corte non la ritiene praticabile.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente motivato valorizzando elementi ritenuti decisivi, quali gravità del fatto, precedenti penali e mancanza di resipiscenza.

Massime di principio

  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che si limiti a riproporre le stesse censure già dedotte in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Nel riciclaggio, l'elemento oggettivo può essere integrato anche da condotte di smontaggio e separazione di parti di un bene mobile registrato di provenienza delittuosa, se tali attività siano idonee a ostacolare concretamente l'identificazione della provenienza illecita.
  • Ai fini dell'esclusione del riciclaggio non è decisivo che il bene resti astrattamente tracciabile; ciò che rileva è se la condotta abbia alterato o reso difficoltosa la sua riconoscibilità quale provento di reato.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è sufficientemente motivato quando il giudice di merito indica gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover confutare analiticamente ogni circostanza favorevole dedotta dalla difesa.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiciclaggioAppropriazione indebita
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioDelitti economici

Testo integrale

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