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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09777/2026 del 13/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente impugnava, con ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p., la sentenza della Corte di cassazione n. 793 del 13/05/2025 che aveva già rigettato i ricorsi proposti da lui e da un coimputato avverso la conferma della condanna di primo grado e di appello a anni otto di reclusione ed euro 8.000 di multa per estorsione aggravata dal metodo mafioso. I motivi dedotti denunciavano violazione di legge e difetto di motivazione: a) per asserita erronea valutazione delle dichiarazioni di un teste, con conseguente errata riconduzione del fatto all'art. 629 c.p.; b) per mancata considerazione di ragioni di astio personale tra il ricorrente e la persona offesa; c) per erronea ricostruzione delle modalità di fuga della persona offesa e della successione cronologica degli imprenditori interessati al cantiere. La Corte ha ritenuto che tali doglianze investissero il merito della valutazione e del giudizio di responsabilità, quindi estranee ai limiti del rimedio straordinario.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. è esperibile solo per correggere errori materiali o di fatto della sentenza di cassazione, mentre le censure proposte miravano a contestare valutazioni probatorie, interpretazioni degli atti e il giudizio di responsabilità, ossia errori di giudizio o di diritto non riconducibili all'errore di fatto. Conseguentemente, ai sensi del comma 4 dell'art. 625-bis c.p.p., l'inammissibilità è stata dichiarata de plano con ordinanza, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Rimedio straordinario ammesso solo per la correzione di errori materiali o di fatto della sentenza di cassazione; non consente di rimettere in discussione valutazioni di merito, interpretazioni degli atti o errori di giudizio.

  • art. 625-bis c.p.p.

    L'inammissibilità del ricorso proposto per motivi estranei ai limiti del rimedio straordinario va dichiarata de plano con ordinanza.

  • art. 629 c.p.

    Norma incriminatrice richiamata quale fattispecie di estorsione, oggetto delle censure del ricorrente sulla qualificazione del fatto.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    Norma aggravatrice richiamata nella sentenza di condanna confermata nella precedente fase di merito e di legittimità.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ex art. 625-bis c.p.p. non è un ulteriore mezzo di impugnazione di merito: può correggere solo una svista percettiva o una divergenza tra volontà del giudice e sua estrinsecazione grafica, ma non consente di riesaminare prove, testimonianze o la ricostruzione del fatto.
  • Restano estranei all'errore di fatto, e quindi non deducibili con il rimedio ex art. 625-bis c.p.p., gli errori di valutazione o di giudizio derivanti da una non corretta interpretazione degli atti del processo di cassazione o delle norme applicate.
  • Quando il ricorso straordinario viene utilizzato per contestare la motivazione della sentenza di cassazione o il giudizio di responsabilità, la Corte deve dichiararlo inammissibile de plano con ordinanza.
  • L'inammissibilità del ricorso straordinario comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende prevista dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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