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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4180/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva confermato la condanna per tentata rapina e il diniego della sospensione condizionale della pena. Il difensore lamentava che il diniego si fondava su motivi non ostativi: l'irregolarità sul territorio nazionale, la mancanza di lavoro (dovuta all'assenza di documenti di soggiorno) e precedenti di polizia non definitivi. Sosteneva che la mera irregolarità e i precedenti di polizia non potevano automaticamente escludere la sospensione; chiedeva invece che si tenesse conto dello stato di incensuratezza (assunto), della giovane età, del disagio economico, della lieve entità del fatto e del comportamento processuale del ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto legittima la motivazione dei giudici di merito, osservando che il giudice di merito non è obbligato a valutare tutti gli elementi dell'art.133 c.p. ma può indicare solo quelli ritenuti prevalenti ai fini dell'esclusione della sospensione condizionale. Ha inoltre affermato che precedenti non definitivi possono, ai sensi dell'art.133 comma 2 c.p., concorrere a formare un giudizio prognostico negativo sulla capacità dell'imputato di astenersi da nuovi reati; oltre a ciò la Corte ha ritenuto rilevante anche l'indice previsto dall'art.164 c.p. (condizione di irregolarità e mancanza di occupazione) per la valutazione della propensione a procurarsi mezzi di vita con reati. Per tali ragioni la motivazione è stata ritenuta congrua ed esaustiva. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    Il giudice di merito, nel valutare la concedibilità della sospensione condizionale della pena, non è obbligato ad esaminare tutti gli elementi elencati: può indicare solo quelli ritenuti prevalenti e ostativi; inoltre la valutazione prognostica può tener conto anche di precedenti non definitivi ai sensi del comma 2

  • art. 164 cod. pen.

    La condizione personale e sociale (qui: irregolarità sul territorio e assenza di attività lavorativa) è un indice rilevante per formulare il giudizio prognostico sulla personalità del reo e sulla sua capacità di astenersi da ulteriori reati

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese e, in caso di inammissibilità con profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, l'obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle ammende; applicata per irregolarità e colpa nella proposizione del ricorso

Massime di principio

  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel motivare il diniego della sospensione condizionale: non è tenuto a valutare tutti gli elementi dell'art.133 c.p., ma può indicare solo quelli ritenuti prevalenti
  • La mera irregolarità dello straniero sul territorio nazionale non è automaticamente ostativa alla sospensione condizionale, ma può assumere rilievo se valutata insieme ad altri indici (es. mancanza di lavoro) ai fini del giudizio prognostico
  • I precedenti di polizia non definitivi possono contribuire, ai sensi dell'art.133 comma 2 c.p., a formare un giudizio prognostico negativo sulla capacità di astenersi dal commettere reati futuri
  • Chi impugna in Cassazione deve fondare il ricorso su censure ammissibili e ben documentate: ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende
  • In casi analoghi, per ottenere la sospensione condizionale è utile produrre elementi concreti e aggiornati sulla stabilità lavorativa, integrazione sociale, assenza di condanne definitive e progetti di risocializzazione

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