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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00666/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha conseguentemente condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Roma in funzione di giudice dell'esecuzione, che aveva escluso la configurabilità di un unico disegno criminoso tra più reati. La censura mirava a contestare tale esclusione, sostenendo che dovesse invece ravvisarsi la continuazione tra i fatti. La Corte di cassazione rileva però che la decisione impugnata era fondata su argomenti logici e aderenti al dato normativo, valorizzando la totale assenza di identità dei titoli di reato e le eterogenee modalità di consumazione, elementi ritenuti idonei a rendere implausibile l'esistenza di una preventiva deliberazione unitaria. Le deduzioni del ricorrente sono state giudicate meramente assertive e in fatto.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    richiamato implicitamente quale parametro del giudizio sull'unicità del disegno criminoso e sulla continuazione, esclusa in presenza di reati eterogenei e modalità esecutive non omogenee

  • art. 616 c.p.p.

    base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • L'unicità del disegno criminoso non può essere affermata in modo meramente apodittico, ma richiede un apprezzamento complessivo di elementi oggettivi e logici che rendano plausibile una preventiva e unitaria deliberazione.
  • La totale diversità dei titoli di reato e l'eterogeneità delle modalità di consumazione possono assumere rilievo decisivo nel escludere la continuazione, quando tali dati fattuali risultino prevalenti rispetto ad altri indici eventualmente invocati dalla difesa.
  • In sede di legittimità, una censura che si risolva in deduzioni di mero fatto, senza confrontarsi con la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata, è inidonea a superare una motivazione congrua e può condurre alla declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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