Cassazione Penale, Sentenza n. 47373/2022 del 15/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Siracusa che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo di un autocarro e di una pala meccanica sequestrati unitamente ad un'area adibita a discarica. Il ricorrente deduce vizi di motivazione in ordine alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e la violazione dell'art. 256 d.lgs. n. 152/2006 sostenendo di non aver fatto parte di gruppi creatori di discarica abusiva e che l'attività illecita fosse occasionale, priva di connotazione imprenditoriale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure motivazionali siano estranee al sindacato di legittimità, salvo vizi di motivazione così radicali da integrare violazione di legge, e che nel caso concreto non sussistano tali vizi. Ha confermato la ricostruzione del Tribunale che ha fondato il sequestro sulle riprese video che hanno documentato l'ingresso e l'uso della pala meccanica e dell'autocarro nell'area, la presenza ripetuta del ricorrente sul posto e il riconoscimento dei mezzi presso la sua azienda. Perciò ha respinto il ricorso, condannando il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Norma che disciplina il riesame (istanza e procedimento) cui si è rivolto il ricorrente; premessa procedurale del caso.
Norma che sanziona la gestione di discariche abusive; interpretata in senso ampio dalla giurisprudenza per includere qualsiasi contributo, attivo o passivo, volto a realizzare o a tollerare e mantenere nel tempo lo stato di illecito.
art. 25 d.P.R. 10 settembre 1982, n. 915
Richiamata come precedente disciplinare storico del concetto di gestione di discarica abusiva poi recepito nell'art. 256 del d.lgs. 152/2006.
art. 6, comma 1, lett. e) D.L. 6 novembre 2008, n. 172, conv. L. 30 novembre 2008, n. 210
Ulteriore fonte normativa richiamata nella ricostruzione giurisprudenziale che amplia la nozione di gestione di discarica abusiva.
Giurisprudenza (Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017)
Principio interpretativo della Corte di Cassazione secondo cui il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge; i vizi motivazionali sono sindacabili solo se così radicali da rendere la motivazione del tutto mancante o incomprensibile.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo è ammissibile principalmente per violazioni di legge; le censure esclusivamente di merito o che riguardino la valutazione non radicale della motivazione sono inammissibili.
- Il concetto di gestione di discarica abusiva va interpretato ampiamente: sono punite non solo le condotte di creazione ma anche quelle che contribuiscono a mantenere nel tempo lo stato di illecito, compresa la tolleranza o il controllo delle attività illecite.
- La prova filmica e l'identificazione di mezzi e persone nelle riprese, unite a riscontri materiali (riconoscimento dei veicoli presso l'azienda, corrispondenza dell'auto del ricorrente), possono costituire sufficiente base per il fumus del reato e per l'adozione del sequestro preventivo.
- Per impugnare con successo un provvedimento di sequestro in Cassazione è necessario far emergere un concreto vizio di diritto o una motivazione talmente carente da rendere incomprensibile il percorso logico-giuridico del giudice; semplici contestazioni della ricostruzione fattuale sono di regola inammissibili.
- Nei procedimenti in materia ambientale e di gestione di rifiuti, l'elemento soggettivo può essere ravvisato anche in comportamenti reiterati di controllo o supervisione delle operazioni illecite, non solo nell'esecuzione materiale dei lavori.
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