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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43438/2022 del 15/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della sentenza definitiva di condanna (Corte d'appello di Napoli 27/11/2019, confermata in Cass. n. 23890/2021) con cui Salvatore Righi fu condannato a 12 anni e 3 mesi per associazione per delinquere (organizzatore) e 57 delitti di intestazione fittizia di beni. La revisione era basata su due profili: 1) presunto contrasto tra giudicati, in particolare l'assoluzione irrevocabile del coimputato Luigi Righi (GUP Napoli, rito abbreviato) rispetto alla condanna di Salvatore; 2) presunta nuova prova documentale che dimostrerebbe che le misure di prevenzione del 2000 riguardarono solo Antonio Righi (e non Luigi e Salvatore), quindi un errore di fatto nella valutazione della Corte di cassazione.

La decisione

La Corte d'appello di Roma ha dichiarato inammissibile la richiesta di revisione. Ha ritenuto che: a) il presunto contrasto fra giudicati era già stato esaminato in merito e in Cassazione e non attesta un'ontologica inconciliabilità dei fatti, ma una diversa valutazione giuridica dei medesimi fatti operata nei confronti di imputati diversi; b) la documentazione cosiddetta "nuova" era già stata oggetto di valutazione nei giudizi di merito e di legittimità e quindi non costituisce elemento nuovo idoneo a ribaltare il giudicato; c) l'eventuale errore di fatto nella sentenza di Cassazione è rimediabile con il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. e non mediante revisione. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 630 cod. proc. pen.

    Dispositivo che disciplina la revisione del processo: il mezzo è ammesso solo se emergono nuovi elementi di prova o se vi è ontologica inconciliabilità tra fatti su cui si fondano sentenze irrevocabili. La Corte ha interpretato che il mero contrasto di valutazione giuridica non integra i presupposti di revisione.

  • art. 12-quinquies d.l. n. 306/1992 conv. L. n. 356/1992 (oggi art. 512-bis cod. pen.)

    oggi reato di trasferimento fraudolento di valori ex art. 512-bis cod. pen.

    La fattispecie di intestazione fittizia (ora trasferimento fraudolento di valori) può integrarsi anche se i beni non provengono da reato, quando l'attività sia finalizzata a occultare la titolarità per eludere misure di prevenzione patrimoniale. La Corte ha ritenuto questa qualificazione centrale per la condanna di Salvatore Righi.

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Rimedi straordinari per l'errore di fatto nelle decisioni della Corte di cassazione. La Corte ha osservato che il corretto rimedio per un presunto errore di fatto in Cassazione è il ricorso straordinario ex art. 625-bis e non il giudizio di revisione.

Massime di principio

  • Il contrasto apparente tra due sentenze irrevocabili non giustifica di per sé la revisione: bisogna dimostrare un'ontologica inconciliabilità dei fatti, non una diversa valutazione giuridica degli stessi fatti da parte di giudici diversi.
  • Per ottenere la revisione è necessario produrre "prove nuove" che non siano già state esaminate nei precedenti gradi e che siano idonee a modificare in modo significativo il quadro probatorio su cui si è fondata la condanna.
  • Se si deduce un errore di fatto nella decisione della Corte di cassazione, il rimedio corretto è il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p., non il procedimento di revisione ex art. 630 c.p.p.
  • Nelle fattispecie di intestazione fittizia/trasferimento fraudolento di valori, la rilevanza punibile può sussistere anche quando i beni non provengono da reato, se l'operazione è finalizzata a occultare la titolarità per eludere misure di prevenzione patrimoniali.
  • La valutazione di ammissibilità della revisione comporta un esame approfondito se la presunta "nuova" prova sia effettivamente estranea e capace di travolgere il giudicato; elementi già conosciuti o esaminati non bastano.

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