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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43241/2022 del 15/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del GUP del Tribunale di Bologna del 05/04/2022 per la condanna per violazione dell'art. 4, comma 7, L. n. 628/1961. La difesa ha proposto tre motivi: i primi due lamentano la violazione di legge e il vizio di motivazione per l'omessa applicazione e mancata decisione sulla richiesta di applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto), pur essendo stata espressamente chiesta; il terzo deduce la violazione di legge chiedendo l'assoluzione nel merito (contestazione della sussistenza del reato per la sola omissione di esibizione documentale).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il terzo motivo (la condotta di omessa esibizione di documenti integra il reato di cui all'art. 4 L. n. 628/1961, in linea con la giurisprudenza consolidata). Ha invece accolto i primi due motivi: il GUP si era dimenticato di pronunciarsi sulla richiesta di applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. e non è possibile desumere una decisione implicita. Pertanto la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla questione dell'applicabilità dell'art. 131-bis e la causa è stata rinviata al Tribunale di Bologna per nuovo giudizio su tale punto. L'accertamento di responsabilità sostanziale è invece divenuto irrevocabile ai sensi dell'art. 624 cod. proc. pen. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 7, L. n. 628/1961

    Il reato di omessa risposta alle richieste dell'Ispettorato del lavoro comprende anche l'omessa esibizione di documenti specificamente richiesti; l'omessa consegna della documentazione integra il reato contestato.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Si tratta della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; il giudice è tenuto a pronunciarsi espressamente sulla sua applicabilità quando viene richiesta e l'omessa decisione comporta annullamento e rinvio per nuovo giudizio; il fatto che la pena prevista preveda alternativamente arresto o ammenda non esclude a priori l'applicabilità della causa di proscioglimento.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    La valutazione di responsabilità sostanziale già compiuta è divenuta irrevocabile secondo le previsioni procedurali indicate dall'articolo.

Massime di principio

  • Quando la difesa chiede l'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen., il giudice deve pronunciarsi espressamente: l'omessa decisione è vizio che legittima annullamento e rinvio.
  • L'alternativa tra pena detentiva e pecuniaria non esclude in sé la possibilità di applicare l'art. 131-bis; il giudice deve valutare i presupposti della tenuità indipendentemente dalla tipologia della sanzione prevista.
  • La mancata esibizione di documenti richiesti dall'Ispettorato del lavoro può configurare il reato previsto dall'art. 4 L. n. 628/1961; non è necessaria una distinzione formale tra 'richiesta di informazioni' e 'richiesta di documentazione'.
  • Se la corte di merito accerta la responsabilità sostanziale e la decisione su quella questione diventa definitiva, tale accertamento può risultare irrevocabile anche se altri profili del processo vengono annullati e rinviati.
  • In impugnazioni per omissione di pronuncia su questioni preclusive di proscioglimento (es. 131-bis), la Corte di cassazione preferisce rinviare per nuovo giudizio piuttosto che decidere ex novo quando manca una motivazione esplicita del giudice di merito.

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