Cassazione Penale, Sentenza n. 43245/2022 del 15/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Pozzo di Gotto che aveva rigettato la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione e, in via subordinata, aveva negato la sospensione dell'esecuzione per consentire la "tombatura" dei piani cantinati. Chiedevano che la demolizione fosse limitata ai corpi B) e C) escludendo il corpo A) fuori terra, sostenendo che la tombatura dei cantinati avrebbe eliminato le difformità rispetto ai titoli edilizi. Denunciavano altresì l'erronea applicazione della normativa in tema di sanatorie, affermando che i lavori di tombatura rientrerebbero nelle attivita' edilizie libere e pertanto potrebbero regolarizzare le opere senza il necessario provvedimento amministrativo di sanatoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il giudicato si forma sul dispositivo e non sulle argomentazioni logiche: la condanna aveva accertato l'illiceita' complessiva dell'intervento e l'inscindibilita' dell'opera, impedendo una demolizione parziale. La Corte ha escluso che la tombatura possa sostituire la sanatoria richiesta dalla legge: per le difformita' totali gli unici rimedi sono il condono o la sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001, che richiedono la doppia conformita' e non ammettono condizioni o termini che la rendano una sanatoria 'condizionata'. La Corte ha inoltre ritenuto congrua la valutazione del giudice dell'esecuzione circa l'esito e la durata dell'iter amministrativo (istanza di sanatoria gia' respinta dal Comune; impugnazioni cautelari rigettate; diffida comunale a non eseguire lavori). Conseguentemente il ricorso e' stato respinto; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
Indicata quale disposizione procedurale contestata dai ricorrenti in ordine alla motivazione dell'ordinanza del giudice dell'esecuzione; la Corte ha ritenuto le censure infondate perché il giudicato e la inscindibilita' dell'opera fondano la decisione.
art. 36 d.P.R. n. 380/2001
Norma che disciplina la sanatoria edilizia; la Corte ricorda che la sanatoria idonea ad estinguere il reato richiede la doppia conformita' (al momento della realizzazione e al momento della domanda) e non ammette condizioni o termini che trasformino la sanatoria in condizionata.
art. 31 d.P.R. n. 380/2001
Regola l'ordine di demolizione e le istanze di revoca o sospensione: il giudice dell'esecuzione deve valutare l'iter amministrativo e la sua ragionevole durata ed esito prima di sospendere l'esecuzione; non puo' riformare il giudicato penale.
art. 44, comma 1, lett. c) d.P.R. n. 380/2001
Riferimento alla fattispecie di reato edilizio contestata; la sentenza penale aveva accertato l'illiceita' complessiva dell'attivita' edilizia, giustificando l'ordine demolitorio sull'intero complesso.
art. 34-bis d.P.R. n. 380/2001
Richiamato in relazione alle cd. tolleranze costruttive; la Corte ha ritenuto infondata la tesi che alcune difformita' fossero riconducibili a tolleranze tali da escludere la demolizione.
l.r. n. 16 del 2016, art. 3, comma 1, lett. V
Citata in via di censura dai ricorrenti; la Corte non ha ritenuto che la normativa regionale consentisse la soluzione prospettata dalla difesa in contrasto col giudicato penale.
art. 616 cod. proc. pen.
Richiamato per la condanna alle spese e per la determinazione della sanzione pecuniaria a carico dei ricorrenti per inammissibilita' dei ricorsi; la Corte non ha ravvisato assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilita'.
Massime di principio
- Il giudicato penale si forma sul dispositivo della sentenza; il giudice dell'esecuzione non puo' rimettere in discussione l'inscindibilita' dell'opera accertata dal giudicato e trasformare la demolizione in parziale se il dispositivo ha accertato l'illiceita' complessiva.
- Per le difformita' totali, gli unici strumenti che possono estinguere il reato sono il condono o la sanatoria ex art. 36 DPR 380/2001; tali strumenti richiedono la doppia conformita' e non possono essere sostituiti da interventi 'condizionati' o da semplici lavori di tombatura.
- La tombatura dei piani cantinati, se proposta come mezzo per regolarizzare l'opera dopo il passaggio in giudicato, non ha efficacia automatica di sanatoria quando l'illiceita' e' stata giudicata totale; va valutata in concreto ma non puo' essere considerata alternativa alla sanatoria prevista dalla legge.
- Quando si chiede la sospensione dell'esecuzione in vista di un'istanza amministrativa di sanatoria, il giudice dell'esecuzione deve valutare il prevedibile esito dell'istanza e la durata necessaria per la sua definizione; la sospensione e' ammissibile solo se l'iter appare rapidamente esauribile e l'esito favorevole ragionevolmente previsto.
- Non e' possibile ottenere la 'regolarizzazione postuma' dell'opera abusiva mediante un comportamento amministrativo o lavori non qualificati come sanatoria se il percorso normativo previsto non e' rispettato; tentativi di 'ravvedimento operoso' non sostituiscono la procedura di sanatoria normativa.
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