Cassazione Penale, Sentenza n. 34253/2022 del 15/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per calunnia (entrambi) e per favoreggiamento personale (Vicenzin). Contestano: 1) la mancanza dei requisiti di autosufficienza della "propalazione" calunniosa e la necessità, per la calunnia, che la dichiarazione contenga gli elementi necessari e sufficienti per l'avvio dell'azione penale; 2) il travisamento delle dichiarazioni e l'erronea valutazione probatoria dei contatti e delle memorie difensive; 3) la scriminante dell'esercizio del diritto di difesa (art. 51 c.p.) per dichiarazioni rese nel corso del procedimento penale; 4) l'insussistenza della condizione di procedibilità per la calunnia ove il reato presupposto fosse procedibile a querela e la querela manchi; 5) per Vicenzin si contesta anche l'assenza di adeguata motivazione circa il reato di favoreggiamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi nel complesso infondati sul piano del merito: ha ritenuto corretta la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove da parte dei giudici di merito, confermando che le dichiarazioni dei due imputati, lette nella loro funzione collegata e come frutto di concerto, avevano idoneità a costituire una falsa incolpazione nei confronti di Sara Barbini e non erano protette dalla scriminante dell'esercizio del diritto di difesa. Tuttavia, la Corte ha constatato che i reati contestati, commessi non oltre il 25 novembre 2013, sono estinti per prescrizione nel termine massimo (7 anni e 6 mesi). Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata agli effetti penali per estinzione per prescrizione; sono state confermate le statuizioni civili e la condanna solidale dei ricorrenti al ristoro delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile (euro 3.510,00 oltre accessori). Alcuni motivi sono stati anche dichiarati inammissibili o infondati nei limiti dell'inammissibilità.
Norme richiamate
art. 51 cod. pen. (scriminante dell'esercizio del diritto di difesa)
La Corte ricorda che il diritto di difesa può giustificare la negazione anche mendace delle accuse, ma la scriminante è esclusa quando la menzogna eccede l'essenzialità e l'utilità necessaria per confutare l'accusa e si traduce in un addebito specifico, circostanziato e funzionalmente non necessario che possa avviare indagini contro un'altra persona.
Richiamato come contesto procedurale: Balbinot aveva preso visione degli atti depositati ai sensi di questa norma e, dopo averli letti, aveva depositato memoria difensiva; ciò è stato valutato nella ricostruzione complessiva dei fatti.
normativa sul delitto di calunnia
La Corte ribadisce che la calunnia è un reato di pericolo e non richiede l'effettivo avvio di un procedimento penale a carico della persona incolpata: è sufficiente che la falsa accusa contenga elementi necessari e sufficienti per l'esercizio dell'azione penale nei confronti di una persona univocamente individuabile.
principi in materia di condizione di procedibilità e querela
La giurisprudenza distingue i casi in cui la mancanza della querela rende la falsa accusa inidonea a determinare l'avvio di un procedimento (escludendo la calunnia) da quelli in cui l'eventuale improcedibilità emerge solo dopo accertamenti complessi; in quest'ultimo caso la calunnia può essere configurabile benché il procedimento poi non prosegua.
norme sulla prescrizione del reato
La Corte ha applicato i criteri di estinzione per prescrizione: pur avendo confermato la responsabilità sul piano logico-giuridico, i reati sono risultati estinti per decorrenza del termine prescrizionale nella massima estensione.
Massime di principio
- Per la calunnia non è necessario che si sia effettivamente avviato un procedimento contro il calunniato: è sufficiente che la falsa accusa, di per sé, contenga gli elementi necessari e sufficienti per l'esercizio dell'azione penale nei confronti di una persona individuabile.
- Dichiarazioni false e concertate tra più soggetti possono essere valutate congiuntamente: quando emergono prove di un piano comune, le singole affermazioni non devono essere valutate 'atomisticamente' ma nel loro ruolo funzionale all'obiettivo criminoso.
- La scriminante dell'art. 51 c.p. (diritto di difesa) può giustificare la negazione anche mendace, ma ha un limite: è protetta solo la menzogna strumentale strettamente necessaria a confutare l'accusa; non sono invece scriminate le condotte che implicano l'attribuzione specifica, circostanziata e ingiustificata di responsabilità penale ad altri.
- La mancanza di querela del reato presupposto esclude la calunnia solo se essa renderebbe immediatamente e inequivocabilmente impossibile l'avvio del procedimento; se invece l'accertamento della improcedibilità richiede indagini complesse, la calunnia può restare configurabile.
- La Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove salvo vizi di diritto o insufficiente motivazione: le alternative narrative plausibili proposte dai ricorrenti non sono basi sufficienti per annullare una valutazione di merito adeguatamente motivata.
- Anche quando la responsabilità è confermata sul piano giuridico, l'estinzione per prescrizione estingue gli effetti penali ma non necessariamente le statuizioni civili: si mantengono gli obblighi di risarcimento/condanna alle spese civili ove confermate.
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