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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13424/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Il soggetto condannato aveva chiesto di essere ammesso all'affidamento in prova al servizio sociale. Il Tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta ritenendo non favorevole il giudizio prognostico, valorizzando i precedenti penali, la presenza di diversi procedimenti pendenti per fatti ritenuti gravi e recenti, nonché il fatto che in passato l'interessato era già stato ammesso all'affidamento in prova ma la misura era stata revocata nel 2018. Il Tribunale ha quindi ritenuto più congrua, in concreto, la detenzione domiciliare. Nel ricorso per cassazione l'istante ha dedotto la genericità della motivazione dell'ordinanza impugnata e alcune asserite incongruenze, senza però specificarle in modo analitico né indicarne la reale incidenza sulla tenuta logica della decisione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza fosse sorretta da motivazione coerente e logicamente fondata sulle emergenze processuali, e che le censure difensive si risolvessero in contestazioni generiche e non autosufficienti. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, in assenza di elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 47 l. 26 luglio 1975, n. 354

    Disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale come misura alternativa alla detenzione, fondata su una prognosi favorevole circa la risocializzazione e la prevenzione della recidiva.

  • art. 47-ter l. 26 luglio 1975, n. 354

    Richiamato in relazione alla diversa misura della detenzione domiciliare, praticabile se ricorrono i limiti di pena e se è scongiurato il pericolo di commissione di nuovi reati.

  • art. 616 c.p.p.

    Fondamento della condanna alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile, quando non risulta esclusa la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Ai fini della concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale non basta considerare astrattamente la gravità del reato o i precedenti penali, ma occorre una valutazione complessiva e attuale della personalità del condannato, della condotta successiva al fatto e della presenza di elementi positivi che rendano ragionevole un giudizio prognostico favorevole.
  • L'assenza di una completa revisione critica del passato non esclude automaticamente la misura alternativa; è sufficiente che dall'osservazione della personalità emerga l'avvio di un processo di distacco dalle condotte devianti e la concreta prospettiva di risocializzazione.
  • La scelta tra diverse misure alternative alla detenzione rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché il giudizio sia fondato su una ricognizione completa degli elementi rilevanti e sorretto da motivazione logica e non apparente.
  • In sede di legittimità non è consentito sostituire la propria valutazione a quella del giudice di sorveglianza quando la decisione impugnata sia adeguatamente motivata; sono censurabili solo vizi argomentativi specifici, effettivi e decisivi, non contestazioni generiche.
  • Se il giudizio sull'idoneità dell'affidamento in prova è negativo, il condannato può essere valutato per una misura più contenitiva, come la detenzione domiciliare, ove ne ricorrano i presupposti di legge e sia escluso il pericolo di nuovi reati.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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