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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42897/2023 del 20/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha chiesto la declaratoria di estinzione della pena rispetto a due sentenze irrevocabili (27/09/2009 - furto aggravato; 12/05/2011 - rapina aggravata e lesioni) e, contestualmente, il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più gruppi di delitti. In subordine chiedeva il riconoscimento della continuazione anche rispetto a un terzo gruppo di sentenze.

La decisione

Il Tribunale di Roma aveva respinto l'istanza ritenendo sussistente l'elemento ostativo di cui all'art. 172 comma 7 c.p. (la ricorrente ha riportato, nel periodo di estinzione, condanne per reati della stessa indole, con riconoscimento della recidiva specifica) e respingendo la richiesta di riconoscimento della continuazione per mancanza di un piano criminoso unitario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il giudice dell'esecuzione ha correttamente individuato l'ostativo all'estinzione e che non sussisteva prova di un disegno criminoso unitario preventivamente programmato; ha quindi condannato il ricorrente alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 172 cod. pen., comma 7

    La norma ostativa all'estinzione della pena è stata interpretata nel senso che preclude l'estinzione se, nel periodo utile, il soggetto ha riportato condanne per reati della stessa indole; la presenza di recidiva specifica e reiterata rafforza l'ostatività

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma invocata per il riconoscimento del vincolo della continuazione in sede esecutiva; la sua applicazione richiede la verifica di elementi unificanti e di un progetto criminoso unitario preesistente al primo fatto

Massime di principio

  • Per ottenere l'estinzione della pena ai sensi dell'art.172 c.7 c.p. il richiedente deve dimostrare l'assenza di condanne successive nello stesso periodo per reati della stessa indole; condanne intervenute nello stesso arco temporale ostano all'estinzione
  • Il riconoscimento del reato continuato richiede la prova di un disegno criminoso unitario, antecedente alla commissione del primo reato: non basta la medesima finalità di lucro o la contiguità spazio-temporale
  • Indici rilevanti per la continuazione sono l'omogeneità delle violazioni e del bene giuridico protetto, la contiguità spazio-temporale, le modalità della condotta, la sistematicità e la programmazione delle abitudini di vita; la mera abitualità o il bisogno economico non sostituiscono la prova della programmazione
  • La valutazione del giudice dell'esecuzione sugli elementi di unitarietà è rimessa al suo apprezzamento e diventa insindacabile in Cassazione se la motivazione è adeguata e priva di vizi logici
  • In fase istruttoria o in istanza, il ricorrente dovrebbe documentare specificamente l'assenza degli elementi ostativi (ad es. complete cronologie delle condanne, mancanza di recidiva, elementi che smentiscano la previsione dei reati successivi) e fornire elementi probatori a supporto di un progetto criminoso unitario se chiede la continuazione

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