Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23726/2025 del 25/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna e soprattutto la confisca 'allargata' ex art. 85-bis d.P.R. 309/1990 richiamante l'art. 240-bis c.p., lamentando inosservanza/erronea applicazione di legge e vizi di motivazione: in particolare si censura la mancata verifica della correlazione temporale tra gli incrementi patrimoniali e le condotte di spaccio (ragionevolezza temporale), l'errata valutazione della proporzionalità tra profitti illeciti e beni confiscati e la svalutazione delle giustificazioni offerte (dazioni della madre, redditi da locazione in Albania e lavoro in nero), nonché l'insufficiente considerazione delle prove documentali offerte dalla difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha confermato la ricostruzione dei giudici di merito secondo cui risultava sproporzionata la somma rinvenuta (circa Euro 153.895) rispetto alle giustificazioni fornite (dazioni della madre, proventi da locazione e lavoro in nero), rilevando l'assenza di prove documentali a supporto delle dichiarazioni difensive. Ha richiamato i requisiti dell'art. 240-bis c.p. (condanna per reato-spia; disponibilità di beni sproporzionati; mancata giustificazione; ragionevolezza temporale) e il relativo onere dell'imputato di fornire elementi concreti per superare la presunzione di illiceità. Ha inoltre osservato che le questioni di ragionevolezza temporale e proporzionalità non erano state valorizzate in appello e, se non devolute, non potevano essere riesaminate in cassazione. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese e a Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309 del 1990

    Richiama quasi integralmente l'art. 240-bis c.p. e rende applicabile alla materia degli stupefacenti la confisca per sproporzione; consente la confisca obbligatoria di beni il cui valore è sproporzionato rispetto a redditi/attività e la cui origine legittima non è giustificata.

  • art. 240-bis cod. pen.

    La confisca 'allargata' richiede: a) condanna per reato-spia; b) disponibilità di beni sproporzionati rispetto a redditi/dichiarazioni; c) mancata giustificazione dell'origine lecita; d) formazione dell'accumulo entro un ambito di ragionevolezza temporale rispetto alla commissione del reato. Opera una presunzione relativa di provenienza illecita e grava sull'interessato l'onere di allegare elementi concreti per superarla.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma generale sulla confisca di strumenti o proventi del reato; utilizzata in combinazione con le norme speciali per disporre confische di telefoni e altri beni ritenuti funzionali all'attività illecita.

  • art. 87 d.P.R. n. 309 del 1990

    Consente la confisca e la distruzione dello stupefacente sequestrato; la Corte ha confermato l'applicazione di tale misura rispetto ai materiali sequestrati.

  • art. 606 c.p.p. (lett. b) ed e))

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione invocati (inosservanza/errata applicazione di legge e vizio di motivazione); la Corte ha ritenuto le censure manifestamente infondate o non devolute.

Massime di principio

  • La confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p., applicata anche ex art. 85-bis d.P.R. 309/1990) si fonda su una presunzione relativa di accumulo illecito: spetta all'imputato l'onere di fornire allegazioni e prove concrete, documentali e circostanziate per dimostrare la legittima provenienza dei beni.
  • Le semplici dichiarazioni o attestazioni non documentate (es. affermazioni della madre, autocertificazioni di redditi o lavori in nero) sono, di regola, insufficienti a superare la presunzione di sproporzione se non accompagnate da prove oggettive (atti notarili, documenti fiscali, contratti di locazione, prove di reddito).
  • Il requisito della 'ragionevolezza temporale' dell'accumulo patrimoniale è necessario per la confisca per sproporzione, ma la relativa censura deve essere dedotta e sviluppata nei gradi di merito; questioni non devolute nei gradi inferiori possono risultare inammissibili in cassazione.
  • I giudici possono basarsi su presunzioni o massime di esperienza purché il complesso probatorio, e la mancata produzione di documenti giustificativi, rendano ragionevole la conclusione di sproporzione; il controllo di legittimità in cassazione è limitato quando le censure sono manifestamente infondate o non dedotte nei gradi precedenti.
  • In casi simili è importante documentare qualsiasi trasferimento o entrata (atti notarili, bonifici, ricevute, contratti), indicare tempi e modalità di acquisizione dei beni e dimostrare la compatibilità tra cespiti e redditi leciti per evitare confische per sproporzione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.