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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12734/2026 del 07/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere che, quale giudice dell'esecuzione, aveva accolto l'istanza presentata da De Nuptiis Maria Rosaria per la revoca dell'ordine di demolizione relativo all'immobile abusivo (ordine n. 251/99). Il ricorso per Cassazione deduceva violazione di legge in relazione all'art. 31, comma 3, del DPR 380/2001 e all'art. 7 L. 47/1985 e criticava la valutazione del giudice dell'esecuzione riguardo alla sussistenza della legittimazione alla sanatoria e alla presunta acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale nonché la mancata verifica sostanziale dei requisiti di conformità urbanistica, edilizia e sismica della domanda di sanatoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il caso al Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere per nuovo giudizio. La Corte ha chiarito: (i) che le sentenze civili o amministrative irrevocabili possono essere acquisite nel processo penale ai fini della prova dei fatti in esse accertati ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p., ma non sono vincolanti per il giudice penale; esse devono essere valutate secondo gli artt. 187 e 192, comma 3, c.p.p.; (ii) che il giudice penale conserva autonomia di valutazione e non può recepire "automaticamente" conclusioni di altri giudicati; (iii) che l'acquisizione al patrimonio comunale dell'immobile ex art. 31 DPR 380/01 si verifica automaticamente in caso di inottemperanza ingiustificata all'ordine di demolizione entro 90 giorni dalla notifica dell'ingiunzione comunale (con le deroghe previste dalla norma); tale effetto presuppone la previa adozione e notifica dell'ingiunzione amministrativa; (iv) che il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità sostanziale del titolo in sanatoria, inclusa la "doppia conformità" (art. 36 DPR 380/01) e la conformità alle norme sismiche, essendo l'assenza di autorizzazione sismica motivo di insanabilità; (v) che l'ordine di demolizione può riguardare l'opera nel suo complesso, incluse aggiunte e superfetazioni. Per tali ragioni la decisione di merito, che aveva recepito passivamente pronunce amministrative senza la necessaria valutazione probatoria e giuridica, è stata annullata.

Norme richiamate

  • DPR 6 giugno 2001, n. 380 - art. 31, comma 3

    L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'opera e dell'area pertinente si verifica automaticamente per l'ingiustificata inottemperanza all'ordine di demolizione entro novanta giorni dalla notifica dell'ingiunzione comunale; tale acquisizione presuppone la preventiva adozione e notifica dell'ingiunzione amministrativa e può essere prorogata nei casi espressamente previsti.

  • DPR 6 giugno 2001, n. 380 - art. 36

    La sanatoria (permesso di costruire in sanatoria) richiede la "doppia conformità": conformità all'ordinamento urbanistico vigente al momento della realizzazione e a quello vigente al momento della presentazione della domanda. La Corte sottolinea che la doppia conformità comprende anche il rispetto della disciplina edilizia e delle norme tecniche, incluse quelle antisismiche.

  • DPR 6 giugno 2001, n. 380 - art. 98

    L'art. 98 regola specificamente i profili penali connessi alla disciplina antisismica: il giudice, in caso di condanna per violazioni sismiche, può ordinare la demolizione oppure impartire prescrizioni per rendere le opere conformi, ma tale disciplina è circoscritta al profilo sismico e non esclude l'applicazione delle norme generali sulla demolizione quando sussistono violazioni edilizie/urbanistiche.

  • DPR 6 giugno 2001, n. 380 - art. 44

    L'art. 44 (reati edilizi) e la relativa sentenza di condanna impongono l'ordine di demolizione delle opere abusive; la Corte ribadisce che l'ordine di demolizione previsto dall'art. 31/9 riguarda l'edificio nella sua interezza, comprese aggiunte e superfetazioni.

  • L. 28 febbraio 1985, n. 47 - art. 7

    Norma richiamata nel ricorso; la Corte considera la rilevanza degli ordinamenti urbanistici e delle norme di sanatoria richiamate, valutandone la compatibilità con l'azione penale e con l'effetto acquisitivo comunale.

  • Codice di procedura penale - art. 238-bis

    Le sentenze divenute irrevocabili rese in altre giurisdizioni possono essere acquisite ai fini della prova dei fatti in esse accertati; la Corte afferma che la norma consente l'utilizzabilità anche di sentenze civili o amministrative, ma il loro contenuto va valutato liberamente dal giudice penale secondo gli artt. 187 e 192 c.p.p., senza vincolo automatico.

  • Codice di procedura penale - art. 187

    Riguarda i criteri di valutazione della prova nel processo penale; la Corte richiama che le sentenze acquisite devono essere valutate secondo le regole di prova di cui a questo articolo.

  • Codice di procedura penale - art. 192, comma 3

    Prevede le modalità di valutazione della prova documentale; la Corte indica che gli accertamenti di sentenze extra-penali devono essere valutati conformemente a tale disposizione, senza vincolo di ricezione automatica.

  • Codice di procedura penale - art. 3

    Disciplina l'efficacia di giudicato delle sentenze civili in materia di stato di famiglia e cittadinanza nel processo penale; la Corte usa l'art. 3 per mostrare che il codice contempla casi specifici di efficacia vincolante e che, per il resto, non opera un vincolo analogo.

  • Codice di procedura penale - art. 479

    Consente la sospensione del processo penale quando la decisione sull'esistenza del reato dipende dalla risoluzione di una controversia civile o amministrativa complessa; la Corte lo cita per evidenziare che il legislatore riconosce efficacia accertativa alle sentenze extra-penali in certi casi, rafforzando la possibilità di utilizzarle come prova.

  • Codice di procedura penale - art. 2

    Principio generale di autonomia del giudice penale nella valutazione delle questioni di fatto e di diritto da cui dipende la decisione; richiamato per ribadire la libertà del giudice penale di non essere vincolato dagli accertamenti altrui.

  • Codice di procedura penale - art. 236

    Richiamato in combinato disposto con l'art. 238-bis per individuare i documenti/sentenze acquisibili; usato dalla Corte per argomentare l'interpretazione della norma sull'acquisizione del giudicato.

  • Codice di procedura penale - art. 630

    Norma sulla revisione della sentenza penale: la Corte richiama la possibilità di revisione fondata su sentenze civili o amministrative revocate, a supporto del ruolo probatorio (non vincolante) delle decisioni extra-penali acquisite nel processo penale.

  • DPR 6 giugno 2001, n. 380 - artt. 45, 71, 72

    Art. 45 richiamato in tema di sanatoria; artt. 71 e 72 (riguardanti opere in conglomerato cementizio armato e strutture metalliche) sono citati per affermare che alcune violazioni tecniche, in particolare relative al cemento armato/strutture metalliche, non sono sanabili e precludono la regolarizzazione.

Massime di principio

  • Le sentenze civili o amministrative irrevocabili possono essere acquisite nel processo penale ai fini della prova dei fatti in esse accertati (art. 238-bis c.p.p.), ma non sono automaticamente vincolanti: il giudice penale deve valutarle liberamente secondo gli artt. 187 e 192 c.p.p.
  • Il giudice penale mantiene autonomia e responsabilità di verificare i fatti e la qualificazione giuridica; non può limitarsi a recepire "automaticamente" conclusioni di altri giudicati.
  • L'acquisizione al patrimonio comunale dell'immobile abusivo (art. 31 DPR 380/01) si realizza automaticamente per inottemperanza all'ingiunzione di demolizione entro 90 giorni dalla notifica; tale effetto presuppone la previa adozione e notifica dell'ordine amministrativo.
  • La domanda di sanatoria (permesso di costruire in sanatoria) richiede la "doppia conformità" (art. 36 DPR 380/01): conformità urbanistica ed edilizia sia al momento della realizzazione che al momento della domanda; la mancata autorizzazione sismica rende spesso insanabile l'opera.
  • Il giudice dell'esecuzione deve verificare non solo l'esistenza formale, ma la legittimità sostanziale del titolo in sanatoria (inclusi requisiti tecnici e sismici) prima di revocare un ordine di demolizione.
  • L'ordine di demolizione conseguente a condanna per reato edilizio può riguardare l'integralità dell'immobile, comprese le superfetazioni e aggiunte successive all'abuso originario.
  • Qualora vi siano decisioni amministrative o giurisdizionali contrastanti, il giudice penale deve esaminare i dati di fatto, valutare eventuali nuove circostanze e motivare il diverso apprezzamento, senza essere precluso da un giudicato fondato su elementi incompleti o non veritieri.

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