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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04103/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva negato il riconoscimento della continuazione tra quattro sentenze di condanna relative a distinti fatti di truffa. In particolare, il giudice dell'esecuzione aveva escluso l'unitarietà della programmazione criminosa ritenendo: per le condotte della prima e della quarta sentenza, eccessivo il lasso temporale intercorso per ipotizzare una preordinazione unitaria; per le sentenze intermedie, invece, pur essendo i fatti tutti commessi nel 2018, la diversità di modalità operative e di luoghi escludeva un sufficiente indice di omogeneità. Il ricorrente ha censurato tale valutazione come illogica, sostenendo l'esistenza dei presupposti per il riconoscimento del vincolo della continuazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze fossero di merito e aspecifiche, perché non si confrontavano in modo adeguato con la motivazione del giudice dell'esecuzione. Ha ribadito che il riconoscimento della continuazione richiede l'accertamento di concreti indici rivelatori della programmazione unitaria, tra cui omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, singole causali, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita, e che tale accertamento, se sorretto da motivazione congrua e priva di vizi logici o travisamento dei fatti, non è sindacabile in cassazione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    richiamato implicitamente quale disciplina del reato continuato e della necessaria programmazione unitaria dei reati

  • art. 606 c.p.p.

    richiamato implicitamente nel perimetro del sindacato di legittimità, che non consente una rivalutazione del merito in assenza di vizi logici o travisamento dei fatti

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione, anche in sede esecutiva, richiede una verifica concreta e non meramente astratta di indici sintomatici della preordinazione unitaria, quali omogeneità delle violazioni, contiguità temporale e spaziale, causali, modalità esecutive e sistematicità del comportamento.
  • Non è sufficiente, ai fini della continuazione, la sola presenza di alcuni indici rivelatori quando i reati successivi risultino comunque frutto di determinazioni estemporanee e non di un programma criminoso già delineato nelle linee essenziali al momento del primo reato.
  • L'apprezzamento sulla sussistenza della programmazione criminosa è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione adeguata, congrua e immune da vizi logici o travisamento del fatto.
  • Le censure che si limitano a contrapporre una diversa lettura del materiale fattuale alla motivazione del giudice di merito sono inammissibili in sede di legittimità quando non si confrontano specificamente con l'iter argomentativo seguito dal provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieContinuazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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