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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04821/2025 del 24/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (consorzio)

La controversia

Un proprietario-coltivatore aveva convenuto davanti al Tribunale ordinario un consorzio di bonifica chiedendo il risarcimento dei danni subiti ai propri terreni a causa dell’allagamento provocato dalla tracimazione di canali di bonifica dopo abbondanti piogge. L’attore deduceva che l’evento dannoso dipendeva dalla mancata manutenzione e pulizia ordinaria dei canali, nonché dal mancato funzionamento degli impianti idrovori, che avevano impedito il corretto deflusso delle acque. Il consorzio eccepiva l’incompetenza per materia del Tribunale ordinario, sostenendo che la controversia spettasse al Tribunale regionale delle acque pubbliche ai sensi dell’art. 140, lett. e), r.d. n. 1775/1933. Rigettata l’eccezione dal Tribunale di Sassari con ordinanza che disponeva la prosecuzione del giudizio, il consorzio proponeva regolamento di competenza deducendo violazione dell’art. 140, lett. e), e sostenendo che la domanda, pur formalmente risarcitoria, atteneva alla cattiva gestione e manutenzione dell’opera idraulica e non a responsabilità da custodia ex art. 2051 c.c.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile il regolamento di competenza e, nel merito, ha accolto la tesi del ricorrente: ha affermato la competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche di Cagliari, rilevando che la domanda risarcitoria, secondo la stessa prospettazione attorea, traeva origine dal danno causato dal modo in cui l’opera idraulica era stata realizzata, gestita o mantenuta. Ha quindi cassato l’ordinanza del Tribunale di Sassari sul punto, dichiarando la competenza del TRAP e disponendo che la causa vi fosse riassunta nei termini di legge. Le spese del regolamento sono state compensate per le oscillazioni giurisprudenziali e per la necessità del rinvio alle Sezioni Unite.

Norme richiamate

  • art. 140, lettera e), r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775

    competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche

    deve essere interpretato nel senso che rientrano nella competenza del TRAP tutte le domande, comunque motivate, contro il proprietario o gestore di un’opera idraulica dirette al risarcimento del danno causato dal modo in cui l’opera è stata realizzata, gestita o mantenuta

  • art. 360, primo comma, n. 3), c.p.c.

    violazione di legge come motivo di ricorso

    è stato il parametro formale del motivo con cui il consorzio ha censurato la decisione sulla competenza

  • art. 2051 c.c.

    richiamato dal ricorrente per escludere che la domanda fosse da qualificare come azione fondata sulla custodia; la Corte ha però ritenuto decisiva la riconducibilità del danno all’opera idraulica e alla sua gestione/manutenzione

  • art. 183, sesto comma, c.p.c.

    richiamato solo per descrivere il percorso processuale che ha reso definitiva, nella sostanza, la pronuncia del giudice sulla competenza

  • art. 140, lettera e), del r.d. n. 1775 del 1933

    domande contro il proprietario o gestore di un'opera idraulica

    la competenza del TRAP si radica a prescindere da provvedimenti amministrativi, da condotte commissive od omissive e dal collegamento con l’attività istituzionale della P.A., essendo sufficiente che il danno sia causato dall’opera idraulica

Massime di principio

  • Ai fini della competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche, rileva la causa del danno così come prospettata in giudizio: se il pregiudizio è ricondotto al modo in cui un’opera idraulica è stata realizzata, gestita o mantenuta, la controversia appartiene al giudice specializzato.
  • La competenza del tribunale delle acque non richiede che la domanda sia costruita come impugnazione di un provvedimento amministrativo, né che il comportamento della pubblica amministrazione sia attivo anziché omissivo; basta la riferibilità del danno all’opera idraulica.
  • Nelle controversie relative a canali, impianti idrovori e opere di bonifica, la qualificazione della domanda non dipende dall’etichetta formale invocata dall’attore (ad esempio responsabilità da custodia), ma dal nucleo fattuale della pretesa risarcitoria.
  • Il regolamento di competenza è ammissibile anche contro ordinanze che, pur non definendo il giudizio, decidano in modo inequivoco e sostanzialmente definitivo sulla questione di competenza e dispongano la prosecuzione della causa davanti al giudice adito.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaResponsabilità del custode
RamiProcesso civileResponsabilità civile
IstitutiOnere della prova

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