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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28363/2026 del 27/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte d’appello di Firenze, quale giudice della riparazione, aveva accolto l’istanza ex art. 314 c.p.p. proposta da un soggetto che aveva subito una misura cautelare custodiale in relazione a un episodio qualificato come tentata rapina aggravata e lesioni personali, poi assolto con sentenza irrevocabile di primo grado per non aver commesso il fatto. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso la Procura generale, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla ritenuta insussistenza di una condotta ostativa al diritto all’indennizzo. In particolare, il ricorso contestava che la Corte territoriale avesse escluso la rilevanza ostativa della fuga del richiedente durante l’intervento delle forze dell’ordine, ritenendola non colposa; che avesse ritenuto la condotta non sinergica rispetto all’intervento dell’autorità senza un adeguato confronto con l’ordinanza cautelare, la quale faceva riferimento alla fuga insieme agli altri indagati; e che non avesse valorizzato presunte dichiarazioni mendaci sul possesso di documenti validi e sulle circostanze della sua presenza sul luogo del fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondati i motivi del ricorso congiuntamente esaminati. Ha affermato che, in tema di riparazione per ingiusta detenzione, la condotta ostativa va valutata ex ante, in modo autonomo rispetto al giudizio di merito, verificando se abbia ingenerato o concorso a ingenerare la falsa apparenza della configurabilità del reato e se sia connotata da dolo o da colpa grave, intesa in senso oggettivo. Ha precisato che la fuga può integrare causa ostativa non solo quando sia finalizzata a indurre in errore l’autorità, ma anche quando, in termini oggettivi, costituisca condotta gravemente colposa o comunque contraria all’ordinamento e sinergica rispetto all’intervento coercitivo dell’autorità. L’ordinanza impugnata è stata quindi annullata con rinvio alla Corte di appello di Firenze per nuovo giudizio, perché il giudice della riparazione non aveva correttamente confrontato la condotta concreta dell’istante con le ragioni dell’intervento cautelare e non aveva adeguatamente esaminato modalità e significato della fuga.

Norme richiamate

  • art. 314 c.p.p.

    Disciplina la riparazione per ingiusta detenzione; il diritto all’indennizzo è escluso se l’interessato vi abbia dato o concorso a darvi causa con dolo o colpa grave, secondo una valutazione ex ante e oggettiva della condotta.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Richiamato per la sintesi dei motivi di ricorso nei limiti strettamente necessari alla motivazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di riparazione per ingiusta detenzione, il giudice deve compiere una valutazione autonoma e ex ante della condotta del richiedente, senza limitarsi a riesaminare gli elementi posti a base della misura cautelare.
  • La condotta ostativa ex art. 314 c.p.p. non coincide con la colpa penale: rileva la colpa grave in senso oggettivo, cioè una violazione macroscopica di regole di prudenza, diligenza o legge che abbia reso prevedibile e doveroso l’intervento coercitivo dell’autorità.
  • Per escludere l’equa riparazione è necessario un concreto raffronto tra il comportamento del richiedente e le ragioni dell’intervento cautelare o della sua persistenza, alla luce anche dell’esito assolutorio del processo di merito.
  • La fuga può costituire condotta ostativa non solo se finalizzata a ingannare l’autorità, ma anche quando, per modalità concrete, sia oggettivamente contraria all’ordinamento e gravemente colposa, e risulti sinergica rispetto all’intervento dell’autorità.
  • È insufficiente una motivazione che escluda in via astratta la rilevanza ostativa della fuga senza esaminare le modalità concrete del comportamento, il suo collegamento con l’azione di polizia e l’eventuale incidenza di dichiarazioni mendaci o di altre condotte sintomatiche.

Come è indicizzato

MaterieRiparazione per ingiusta detenzione
RamiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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