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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09327/2025 del 06/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello che lo aveva ritenuto responsabile di una rapina. Con il primo motivo ha formalmente dedotto vizi di motivazione, ma in sostanza ha contestato la valutazione del materiale probatorio e l'attendibilità delle persone offese, oltre alla lettura delle prove scientifiche e alla collocazione temporale delle tracce ematiche rinvenute su un cambiamonete. Con il secondo motivo ha lamentato il mancato riconoscimento della continuazione tra il reato oggetto del procedimento e altri reati definiti con una precedente sentenza del Tribunale di Locri, sostenendo che vi fosse un medesimo disegno criminoso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo non consentito perché diretto, solo apparentemente, a censurare la motivazione, ma in realtà volto a sollecitare una nuova valutazione del fatto e delle prove, a fronte di una motivazione di merito ritenuta congrua, fondata sull'attendibilità delle persone offese, sui riscontri scientifici e sull'assenza di prove certe a sostegno della tesi difensiva. Il secondo motivo è stato ritenuto generico e manifestamente infondato, perché la sentenza impugnata aveva motivato in modo adeguato l'esclusione della continuazione, valorizzando la diversità delle modalità di condotta, dei contesti e delle vittime. Conseguentemente l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Richiamato implicitamente con riferimento al vincolo della continuazione e al medesimo disegno criminoso, escluso in concreto per la diversità di modalità, contesti e vittime.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito trasformare formalmente una censura di motivazione in una richiesta di rivalutazione del compendio probatorio, quando la doglianza mira in sostanza a contestare il merito della ricostruzione fattuale già sorretta da motivazione congrua.
  • L'attendibilità delle persone offese, quando sia corroborata da specifici riscontri esterni, può fondare validamente l'affermazione di responsabilità, salvo che le incongruenze dedotte siano idonee a scalfire il nucleo centrale del narrato.
  • La tesi difensiva sulla diversa collocazione temporale di tracce biologiche o di altri reperti deve confrontarsi con il compendio probatorio complessivo; in mancanza di prove certe idonee a sostenerla, la motivazione della sentenza di merito può ritenersi immune da censure di legittimità.
  • La continuazione ex art. 81 c.p. può essere esclusa quando emergano differenze significative nelle modalità esecutive, nei contesti di riferimento e nelle vittime delle condotte, elementi incompatibili con l'unicità del disegno criminoso.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando i motivi sono generici o manifestamente infondati; in tale ipotesi seguono le statuizioni accessorie previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiContinuazioneOnere della prova

Testo integrale

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