Cassazione Penale, Sentenza n. 18441/2026 del 22/05/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava la statuizione della Corte d'appello di Milano che aveva riconosciuto gli interessi legali sulla somma di euro 1.965,17 liquidata a titolo di riparazione per ingiusta detenzione. L'Amministrazione deduceva che gli interessi non potevano essere concessi in assenza di una specifica domanda dell'istante e che la pronuncia era pertanto ultra petita, con violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato previsto dall'art. 112 cod. proc. civ.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio l'ordinanza della Corte d'appello limitatamente alla statuizione relativa agli interessi legali. Il collegio ha ritenuto che gli interessi legali sulla somma di indennizzo abbiano natura corrispettiva e decorrono dal passaggio in giudicato del provvedimento attributivo, ma possono essere riconosciuti solo se espressamente richiesti dalla parte nel corso del giudizio. Poiché dall'istruttoria emerge che l'istante non aveva mai formulato tale specifica domanda, la statuizione relativa agli interessi è stata qualificata come ultra petita ed eliminata senza necessità di nuovo esame di fatto.
Norme richiamate
Principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato: il giudice non può pronunciare oltre i limiti della domanda; pertanto non possono essere attribuiti d'ufficio accessori non richiesti come gli interessi corrispettivi.
orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione (sez. 4)
Sez. 4, n. 1856 del 07/01/2016; Sez. 4, n. 23745 del 06/06/2025
Gli interessi legali dovuti sull'indennità per ingiusta detenzione hanno natura corrispettiva e decorrono dal passaggio in giudicato del provvedimento attributivo; vanno riconosciuti solo se richiesti dalla parte nel corso del giudizio.
riferimento invocato in ricorso: art. 112 cod. proc. pen.
Richiamato dall'Amministrazione nel ricorso, ma la decisione della Corte si fonda sull'interpretazione del principio processuale civile relativo ai limiti della pronuncia (art. 112 cod. proc. civ.).
Massime di principio
- Gli interessi corrispettivi su somme attribuite a titolo di indennizzo per ingiusta detenzione decorrono dal passaggio in giudicato della decisione che liquida l'indennizzo.
- Il riconoscimento degli interessi corrispettivi richiede una specifica e tempestiva domanda della parte; il giudice non puo attribuirli d'ufficio in assenza di tale richiesta.
- Se un giudice territoriale concede accessori non richiesti, la pronuncia e' ultra petita e puo essere annullata dalla Cassazione senza rinvio quando la correzione non necessita di ulteriori accertamenti di fatto.
- In casi analoghi, la parte che intende ottenere interessi sui danni o indennizzi deve formulare espressa istanza nel corso del giudizio, eventualmente anche in forma successiva all'introduzione del giudizio ma comunque prima della decisione.
- Quando si impugna una statuizione per ultra petita, l'amministrazione o la controparte puo ottenere l'annullamento limitato della parte eccedente senza compromettere le rimanenti statuizioni che restano valide.
Testo integrale
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