Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16372/2026 del 06/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di condanna con le seguenti censure: 1) violazione di legge per presunta errata applicazione dell'art. 240-bis c.p. (confisca per sproporzione), sostenendo che la confisca "allargata" richieda attività criminale abituale e non possa applicarsi a fatti isolati; che occorra provare la sproporzione tra beni e condizioni economiche e l'assenza di giustificazioni della provenienza; 2) vizio di motivazione sulla mancata valutazione delle deduzioni difensive circa la provenienza lecita della somma sequestrata (lavoro in nero e canoni di affitto percepiti); 3) vizio di motivazione sulla riconduzione della detenzione di 12,7 grammi di hashish alla fattispecie di cui all'art. 73, comma 5, DPR 309/1990 (detenzione ai fini di spaccio), lamentando assenza di confronto specifico con gli elementi probatori e con le spiegazioni difensive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha respinto. Ha ritenuto fondati i rilievi del Procuratore generale e confermato la valutazione dei giudici di merito: la responsabilità per detenzione ai fini di spaccio è correttamente accertata sulla base degli atti di fermo, perquisizione e sequestro (12,7 g di hashish, 197 dosi potenziali, messaggio ricevuto, resistenza e tentativo di allontanamento), utilizzabili anche per la scelta del rito abbreviato. Quanto alla confisca della somma di 2.700 euro, la Corte ha ritenuto applicabile l'art. 240-bis c.p. dopo la modifica normativa del 2023 che ha incluso l'art. 73, comma 5, DPR 309/1990 tra i reati presupposto: la sproporzione tra redditi/proventi e denaro rinvenuto è stata adeguatamente motivata, e la giustificazione difensiva (lavoro nero, affitti) non è risultata provata e quindi non ha superato la presunzione relativa di illecita accumulazione. Per tali ragioni la confisca di 2.700 euro è stata confermata. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende per inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 art. 73, comma 5

    La detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio (qui 12,7 g di hashish) integra uno dei reati presupposto per l'applicazione della confisca per sproporzione ex art. 240-bis, dopo la modifica normativa del 2023; la dinamica e le circostanze (quantitativo, dosi ricavabili, comportamento) legittimano la qualificazione come detenzione ai fini di spaccio.

  • codice penale art. 240-bis

    Stabilisce la confisca per sproporzione per beni nella disponibilità del condannato quando sussiste sproporzione tra redditi dichiarati/proventi e valore dei beni e non risulti una giustificazione credibile della provenienza. La Corte ha applicato questa norma avendo ritenuto provata la sproporzione e non credibile la spiegazione difensiva.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 art. 85-bis (modificato)

    Richiamata per segnalare la modifica normativa operata dall'art. 4, comma 3-bis del d.l. 15 settembre 2023, n. 123 (conv. L. 13 novembre 2023, n. 159) che ha inserito l'art. 73, comma 5, tra i delitti presupposto per la confisca ex art. 240-bis.

  • codice penale art. 240

    Richiamato nella motivazione come fondamento della confisca dei profitti del reato di spaccio quando riconducibili all'attività illecita; la somma sequestrata è stata considerata profitto del reato e quindi aggredibile.

  • codice di procedura penale art. 616

    Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali per l'inammissibilità del ricorso.

  • Sentenza Sez. U. n. 920 del 17/12/2003 (Montella)

    Giurisprudenza richiamata per i principi interpretativi sull'onere di dimostrazione della sproporzione e sulla presunzione di illecita accumulazione in mancanza di credibile giustificazione della provenienza dei beni.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n. 186

    Richiamata in relazione alla quantificazione equitativa della somma da versare alla Cassa delle Ammende e alla valutazione della buona fede nella proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • Doti quantitative e circostanziali: anche una quantità relativamente modesta di stupefacente può essere qualificata come detenzione ai fini di spaccio se risulta divisibile in numerose dosi, accompagnata da elementi fattuali (messaggi, comportamento, ruolo di vedetta, resistenza) che indicano attività di cessione.
  • Confisca per sproporzione: quando il reato è tra quelli presupposto dell'art.240-bis, la confisca della somma rinvenuta è legittima se il giudice dimostra la sproporzione tra redditi/proventi e valore dei beni e se la difesa non fornisce una giustificazione credibile e documentata della provenienza lecita.
  • Onere probatorio della difesa: semplici allegazioni verbali di ingresso di denaro da lavoro in nero o affitti percepiti non provati non sono idonee a superare la presunzione relativa di illecita accumulazione; è opportuno produrre documenti (versamenti bancari, ricevute, prove di contratti, dichiarazioni dei terzi) per giustificare la provenienza.
  • Effetti della modifica normativa 2023: dal momento in cui l'art.73 comma 5 DPR 309/1990 è stato ricompreso fra i reati presupposto dell'art.240-bis, le somme rinvenute in vicende di detenzione ai fini di spaccio possono essere aggredite con la confisca per sproporzione.
  • Rito abbreviato e utilizzabilità degli atti: la scelta del rito abbreviato rende utilizzabili in giudizio le risultanze di fermo, perquisizione e sequestro; le valutazioni di merito su tali atti richiedono censure specifiche e motivate in cassazione per essere ammissibili.
  • Specificità del gravame in cassazione: i motivi di ricorso devono contenere un confronto specifico e puntuale con le risultanze di fatto e la motivazione dei giudici di merito; censure generiche o prive di critiche specifiche alla decisione sono inammissibili.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.