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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20125/2025 del 29/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva due motivi principali: (1) violazione di legge per omesso deposito delle conclusioni scritte del Procuratore generale ai sensi dell'art. 23‑bis d.l. n.137/2020 e art. 178 c.p.p., con richiesta di nullità della sentenza per tale omissione; (2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 357 e 38 c.p. circa la non configurabilità del reato contestato, contestando la qualificazione del capo treno come pubblico ufficiale poiché, secondo la difesa, al momento del fatto stava svolgendo una mera attività interna di verifica del "fine corsa" priva di finalità pubbliche e senza poteri autoritativi.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto che, pur esistendo orientamenti giurisprudenziali divergenti circa l'obbligatorietà delle conclusioni del Procuratore generale in sede di trattazione cartolare, il ricorrente non ha dimostrato un concreto interesse leso dalla presunta violazione (mancanza di pregiudizio utile). Sul secondo motivo ha ritenuto infondata la censura: la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto che il capo treno stava svolgendo compiti finalizzati alla sicurezza e all'ordine del servizio, rientranti nelle attribuzioni previste dal d.P.R. n. 753/1980 (art. 17 e art. 71), e dunque la qualificazione del fatto come reato nei confronti di personale addetto all'esercizio ferroviario è corretta. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di parte civile.

Norme richiamate

  • art. 23-bis del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137

    "entro il decimo giorno precedente l'udienza, il pubblico ministero formula le sue conclusioni con atto trasmesso alla cancelleria della corte di appello ... La cancelleria invia l'atto immediatamente, per via telematica (...), ai difensori delle altre parti che, entro il quinto giorno antecedente l'udienza, possono presentare le conclusioni con atto scritto ..."

    La norma disciplina termini e modalità per il deposito telematico delle conclusioni del Procuratore generale e la comunicazione alle parti; la Corte ha considerato la relativa violazione non decisiva in assenza di dimostrazione di un concreto pregiudizio da parte del ricorrente

  • art. 94 d.lgs. n. 150 del 2022

    Richiamata per inquadrare la normativa transitoria applicabile alle impugnazioni fissate entro il 30/06/2024; serve a stabilire quale disciplina procedurale fosse applicabile al caso

  • art. 17 del d.P.R. 753 del 1980

    "chiunque si serve delle ferrovie deve osservare tutte le prescrizioni relative all'uso delle medesime ed è tenuto in ogni caso ad attenersi alle avvertenze, inviti e disposizioni delle aziende esercenti e del personale per quanto concerne la regolarità amministrativa e funzionale, nonché l'ordine e la sicurezza dell'esercizio"

    Attribuisce al personale ferroviario funzioni e avvertenze volte all'ordine e alla sicurezza, giustificando l'esercizio di poteri di invito e di controllo rilevanti ai fini della qualificazione del reato

  • art. 71 del d.P.R. 753 del 1980

    "la constatazione dei suddetti fatti e la relativa verbalizzazione, in assenza di personale della Polizia ferroviaria o altri ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, sono attribuiti al personale addetto all'esercizio, alla custodia ed alla manutenzione delle ferrovie"

    Attribuisce al personale ferroviario funzioni accertative e di verbalizzazione, rafforzando la caratterizzazione pubblicistica delle attività svolte dal capotreno

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Citato in relazione alla procedura di deposito delle conclusioni del Procuratore generale; la Corte ha affrontato la questione procedurale anche alla luce di questo riferimento

  • art. 357 e art. 38 cod. pen.

    Richiamate in rapporto alla configurazione del reato e alla qualificazione della persona offesa; la Corte ha valutato che, in base alle mansioni svolte, ricorrono gli estremi per la tutela prevista dal codice penale

  • art. 337 cod. pen.

    Norma del codice penale in base alla quale è stato contestato e per cui è stato condannato l'imputato; la sentenza di merito è stata confermata in relazione agli elementi fattuali e alla qualifica del soggetto offeso

Massime di principio

  • La mancata formulazione o trasmissione delle conclusioni scritte del Procuratore generale in sede di trattazione cartolare non determina automaticamente la nullità della sentenza: è necessario che il ricorrente dimostri un concreto interesse o un effettivo pregiudizio derivante dalla violazione procedurale.
  • Esiste giurisprudenza contrastante sulla natura obbligatoria delle conclusioni del Pubblico ministero in sede cartolare; pertanto, i profili di nullità vanno valutati caso per caso, tenendo conto della disciplina transitoria applicabile e dell'eventuale assenza di pregiudizio per la difesa.
  • Per la configurazione di reati commessi nei confronti di personale ferroviario è decisivo stabilire se, al momento del fatto, il dipendente stava esercitando funzioni inerenti all'ordine e alla sicurezza del servizio. Se ciò risulta, le norme del d.P.R. 753/1980 (art. 17 e 71) attribuiscono rilevanza pubblicistica alle sue attestazioni e interventi.
  • Nel valutare la qualificazione giuridica di un comportamento (es. aggressione a capotreno), il giudice deve considerare non solo la collocazione temporale rispetto al "fine corsa" ma le specifiche mansioni effettivamente svolte e la loro rilevanza per la sicurezza pubblica.
  • In sede di impugnazione, il gravame deve essere costruito mostrando utilità concreta (vantaggio o rimozione svantaggio) derivabile dall'annullamento; censure puramente formali senza dimostrazione del pregiudizio processuale hanno scarse probabilità di successo in Cassazione.

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