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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06434/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Palermo deducendo, con i primi due motivi, la mancata applicazione della scriminante dello stato di necessità ex art. 54 c.p. e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. I motivi erano tuttavia formulati in modo generico e sostanzialmente riproduttivo di censure già esaminate e disattese dai giudici di merito, senza una specifica critica delle argomentazioni della sentenza impugnata. Con il terzo motivo veniva invocata l'attenuante di cui all'art. 62-bis c.p. e la corretta applicazione dei criteri di cui all'art. 133 c.p., ma la Corte rilevava che tali profili non risultavano dedotti nell'atto di appello; il motivo era quindi proposto per la prima volta in Cassazione, in violazione della catena devolutiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto generici i primi due motivi, perché non confrontati con le specifiche ragioni della decisione di merito in tema di stato di necessità, particolare tenuità del fatto e trattamento sanzionatorio. Ha inoltre dichiarato inammissibile il terzo motivo perché nuovo in sede di legittimità, non essendo stato previamente devoluto con l'appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 54 c.p.

    La scriminante dello stato di necessità non è invocabile se non risultano attuali e inevitabili il pericolo e la situazione di costrizione.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto va esclusa quando i giudici di merito abbiano motivato in modo congruo sull'assenza dei presupposti di tenuità e sulla non ulteriormente mitigabile severità del trattamento sanzionatorio.

  • art. 62-bis c.p.

    La richiesta di attenuanti generiche non può essere proposta per la prima volta in cassazione se non è stata devoluta con l'appello.

  • art. 133 c.p.

    La censura sulla commisurazione della pena deve essere specificamente devoluta nei precedenti gradi di merito; in cassazione non è ammissibile come questione nuova.

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    La proposizione per la prima volta in cassazione di un motivo non devoluto in appello è sanzionata con l'inammissibilità per violazione della catena devolutiva.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure meramente riproduttive o generiche, che non si confrontino in modo puntuale con le ragioni poste a base della decisione impugnata.
  • La scriminante dello stato di necessità richiede una verifica rigorosa dei requisiti dell'attualità e inevitabilità del pericolo; in loro assenza, la causa di giustificazione non è configurabile.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando la motivazione di merito dia conto, in modo coerente, dell'insussistenza di elementi positivi ulteriori idonei a giustificarla e della congruità della pena applicata.
  • Le questioni non dedotte nei precedenti gradi di merito non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione, poiché ciò viola la catena devolutiva e comporta l'inammissibilità del motivo.

Come è indicizzato

MaterieCause di giustificazioneCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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