Cassazione Penale, Sentenza n. 23104/2022 del 14/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per omessa motivazione circa il nesso di pertinenzialità fra la somma di denaro sequestrata e l'illecito contestato (art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990): la ricorrente censura la confisca dell'importo di euro 4.045,00 senza che il giudice abbia spiegato perché quella somma fosse pertinente all'attività di cessione di stupefacenti
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla confisca del denaro non contraffatto. È stata annullata senza rinvio la statuizione di confisca relativa all'importo di euro 4.045,00 perché, secondo la giurisprudenza richiamata, la confisca ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 è consentita solo se sussiste un nesso di pertinenzialità fra il denaro e l'attività illecita (il denaro deve essere "strumento", "prodotto", "profitto" o "prezzo" del reato). La confisca delle quattro banconote da 20 euro contraffatte non è stata toccata dalla pronuncia. Gli atti sono trasmessi al Tribunale di Vasto per il prosieguo
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5
La confisca del denaro in relazione al reato di cessione di sostanze stupefacenti è ammessa solo se sussiste un nesso di pertinenzialità fra la somma e l'attività illecita (la somma deve essere "strumento", "prodotto", "profitto" o "prezzo" del reato)
Norma richiamata nel capo di imputazione (reato relativo alla contraffazione) e considerata nel complesso della decisione; la confisca di beni attinenti a reati diversi segue i rispettivi presupposti normativi
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 6, n. 55852 del 17/10/2017 (Lanzi)
Conferma il principio che non sono confiscabili le somme che costituiscono il ricavato di precedenti cessioni destinate ad ulteriori acquisti, in assenza di prova del nesso di pertinenzialità con il reato contestato
Massime di principio
- La confisca del denaro in ambito di reati di spaccio (art. 73 d.P.R. 309/1990) richiede prova del nesso di pertinenzialità: il giudice deve motivare perché la somma è "strumento", "prodotto", "profitto" o "prezzo" del reato
- Somme che costituiscono proventi di precedenti cessioni e sono destinate ad acquisti successivi non sono automaticamente confiscabili se non è provato il rapporto di pertinenzialità con il singolo illecito contestato
- La confisca di denaro contraffatto segue regole diverse e può essere mantenuta se il fatto costitutivo (es. detenzione di banconote contraffatte) è provato
- Se la motivazione del giudice sulla confisca è insufficiente o manca il presupposto giuridico, la Corte di Cassazione può annullare la misura limitatamente alla parte illegittima e disporre la trasmissione degli atti per il prosieguo
- In ipotesi di patteggiamento o decisione concordata, ogni misura patrimoniale imposta dal giudice deve comunque trovare adeguata base motivazionale e giuridica; misure adottate "al di fuori del patto" e senza motivazione possono essere suscettibili di annullamento
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