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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14969/2022 del 19/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza di riesame che ha confermato il sequestro preventivo di un autocarro intestato a lui e di documentazione contabile e timbri della sua ditta. Contesta la configurabilita dei reati a lui attribuiti: ricettazione (art. 648 c.p.) relativamente a un ingente quantitativo di rame e violazioni previste dall'art. 256 D.Lgs. 152/2006 (gestione non autorizzata di rifiuti e gestione di discarica abusiva). Sostiene che non vi siano elementi che provino la provenienza furtiva del rame, che la sua iscrizione all'Albo Gestori abilita intermediazione e trasporto nei limiti indicati e non la detenzione/gestione dei rifiuti rinvenuti, che non esiste nesso fra i materiali rinvenuti nella discarica e la sua titolarita se non il materiale fresato usato per stabilizzare l'area, che i timbri e la documentazione erano presenti per ragioni logistiche (uso dell'ufficio paterno), che il lungo protrarsi delle indagini lo ha ingiustamente mantenuto nella condizione di indagato e che non sussiste pericolo di reiterazione o periculum in mora riguardo all'autocarro, indispensabile per la sua attivita e non gravato da precedenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto in gran parte le censure del ricorrente di natura motivazionale e quindi non sindacabili in sede di legittimita salvo vizio di legge o motivazione radicale. Ha confermato la legittimita del sequestro dell'autocarro: le emergenze investigative (rinvenimento del mezzo nell'area adibita a discarica, carico di materiale fresato a bordo e osservazione dello scarico) legittimano il fumus e il periculum e l'autocarro, essendo stato utilizzato per il trasporto illecito di rifiuti, e' soggetto a confisca obbligatoria ex art. 259, comma 2, D.Lgs. 152/2006. Ha pero' annullato senza rinvio il sequestro di timbri, registri e formulari relativi alla ditta Delfino Giovanni, ritenendo carente la motivazione circa la loro pertinenzialita ai reati e circa il pericolo di aggravamento, protrazione delle conseguenze o agevolazione di altri reati; per tali beni e' disposto il dissequestro e la restituzione. Il ricorso e' dichiarato inammissibile per il resto.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale) - art. 256

    art. 256, primo e terzo comma

    Articolo invocato per contestare la gestione non autorizzata di rifiuti e la gestione di una discarica abusiva. La Corte ha ritenuto che gli elementi indiziari fossero sufficienti a configurare il fumus commissi delicti per i reati di cui ai capi relativi all'art. 256.

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale) - art. 259

    Prevede la confisca obbligatoria dei mezzi usati per il trasporto dei rifiuti illeciti. La Corte ha richiamato questa norma per giustificare la conferma del sequestro dell'autocarro, in quanto mezzo utilizzato per l'attivita illecita.

  • Codice Penale - art. 648

    Norma sulla ricettazione. La Corte ha osservato che, rispetto all'accusa di ricettazione dell'ingente quantita di rame, non e' stata fornita motivazione sufficiente, ma ha ritenuto comunque che il sequestro dell'autocarro fosse sorretto dagli altri capi di imputazione.

  • Giurisprudenza sulla ammissibilita del ricorso per cassazione

    principio riferito da Sez.5 n.43068/2009 e Sez. U. n.25932/2008

    Richiamato il principio che il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro e' ammissibile solo per violazione di legge o per vizi motivazionali tanto gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico. Le censure meramente rievaluative degli elementi di fatto sono inammissibili in sede di legittimita.

Massime di principio

  • In cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo e' possibile agire solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali; non si possono rimettere in discussione i fatti o la valutazione indiziaria a meno che non vi sia un chiaro errore di diritto o una motivazione del tutto carente.
  • Il sequestrato di un mezzo utilizzato per il trasporto illecito di rifiuti e' agevolmente sorretto dal fumus e dal pericolo se vi sono elementi probatori (es. riscontro di carico/scarico, rinvenimento sul posto): tali beni possono inoltre essere assoggettati a confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 259, comma 2, D.Lgs. 152/2006.
  • L'iscrizione all'Albo dei Gestori non autorizza automaticamente la detenzione o gestione di rifiuti presso aree non autorizzate; l'autorizzazione copre specifiche attivita (intermediazione, trasporto nei limiti autorizzati) e non legittima comportamenti che integrino la gestione di discariche abusive.
  • Documentazione aziendale, timbri e registri possono essere sequestrati solo se la motivazione esplicita il nesso di pertinenzialita con i reati e il pericolo concreto (es. aggravamento delle conseguenze, occultamento, agevolazione di altri reati); in mancanza la misura va annullata e i beni restituiti.
  • Per contrastare con successo il sequestro in sede di riesame e in cassazione occorre dimostrare specifici errori di diritto o travisamenti delle risultanze indiziarie, non semplici rivalutazioni dei fatti; la difesa deve proporre elementi che mettano in crisi la fondatezza dell'indagine o della motivazione.
  • La motivazione del provvedimento cautelare deve espressamente affrontare il periculum in mora e il pericolo di reiterazione: argomentazioni generiche o assenti sul punto possono costituire motivo di censura valido.

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