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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21545/2024 del 31/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

L'ente locale aveva irrogato più sanzioni amministrative per violazioni in materia di imposta sulla pubblicità e pubbliche affissioni, conseguenti all'accertamento di impianti pubblicitari installati senza concessione. Le destinatarie delle sanzioni avevano proposto opposizione sostenendo, in sintesi, di avere definito le violazioni mediante condono ex art. 1, comma 480, L. n. 311/2004, avendo effettuato versamenti di euro 100,00 e ritenendo che la sanatoria coprisse sia le violazioni del 2003 sia quelle del 2004 e, comunque, ogni controversia in materia di affissioni e pubblicità, non solo i manifesti politici. I motivi di ricorso per cassazione denunciavano la violazione di quella norma: con il primo si contestava l'affermazione del giudice di merito secondo cui il pagamento avrebbe riguardato solo le violazioni del 2003; con il secondo si sosteneva che la disposizione avrebbe dovuto applicarsi a tutte le violazioni oggetto della lite, non soltanto alle affissioni di manifesti politici o assimilati.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché la censura presupponeva un dato fattuale incompatibile con l'accertamento di merito, rimasto fermo in doppia conforme: il versamento di sanatoria riguardava solo la violazione del 2003 e non quelle del 2004, con accertamento insindacabile in cassazione. Ha respinto anche il secondo motivo perché l'art. 1, comma 480, L. n. 311/2004 ha natura eccezionale e, secondo il suo tenore letterale, consente la definizione soltanto delle violazioni commesse mediante affissione di manifesti politici, striscioni politici o mezzi similari; i manifesti pubblicitari di una scuola di teatro non rientrano quindi nella sanatoria. Nessuna statuizione sulle spese per mancanza di attività difensiva dell'intimata; è stato inoltre dato atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 480, L. n. 311/2004

    norma di sanatoria/condono di stretta interpretazione, applicabile solo alle violazioni in materia di affissioni e pubblicità commesse mediante manifesti politici, striscioni politici o mezzi similari; non estensibile a manifesti meramente pubblicitari.

  • d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 20-bis

    disposizione inserita dalla legge finanziaria che disciplina spazi riservati ed esenzione dal diritto sulle pubbliche affissioni, nel cui ambito si colloca la sanatoria richiamata.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    in caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    parametro di riferimento per la determinazione dell'ulteriore importo del contributo unificato in caso di rigetto.

Massime di principio

  • Le norme agevolative o condonistiche hanno carattere eccezionale e sono soggette a interpretazione stretta: non possono essere applicate oltre i casi espressamente previsti dal testo normativo.
  • In sede di legittimità non è sindacabile l'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito, quando la censura si risolva nella contestazione di un dato fattuale già definito con doppia conforme.
  • La sanatoria prevista per violazioni in materia di affissioni e pubblicità si applica solo alle ipotesi tipizzate dalla norma; la mera finalità promozionale o pubblicitaria del messaggio non basta se la disposizione limita espressamente l'ambito ai manifesti politici e a mezzi similari.
  • Quando il giudice di merito fonda la decisione sul dato letterale della norma e tale lettura è coerente con la sua eccezionalità, la diversa interpretazione estensiva proposta dalla parte non può essere accolta in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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