Cassazione Penale, Sentenza n. 45350/2023 del 10/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ASTRA SRL aveva chiesto l'ammissione al controllo giudiziario ex art.34‑bis comma 6 d.lgs. n.159/2011 dopo informazione interdittiva antimafia. Tribunale e Corte d'Appello avevano respinto la domanda ritenendo che il rapporto tra l'impresa e soggetti contigui ad associazioni mafiose non fosse occasionale ma perdurante: elementi decisivi erano rapporti di parentela (moglie del legale rappresentante discendente da soggetti con precedenti di sorveglianza), contatti e sovrapposizioni con la societa' Edil Colella (cugini), comuni fornitori, collegamenti con Laurendi Domenico (soggetto sottoposto a custodia cautelare), presenza di mezzi riconducibili a Laurendi in aree usate dalla Edil Colella. Inoltre la Corte aveva ritenuto insufficiente l'autocorrezione aziendale (self‑cleaning) perché i Colella restavano titolari e con ruoli di responsabilita'. Astra ha impugnato in Cassazione contestando la motivazione sulla non occasionalita' dell'agevolazione e il mancato esame concreto delle misure di bonifica societaria (es. nomina nuovo amministratore, adozione modello 231).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato la motivazione della Corte d'Appello come apparente e carente sotto il profilo della valutazione autonoma degli elementi fattuali posti a base dell'interdittiva, in particolare in ordine al presunto stabile condizionamento operato da Laurendi attraverso rapporti con la Edil Colella. La Cassazione ha dunque annullato il provvedimento impugnato e ha disposto il rinvio per un nuovo esame conformemente ai principi stabiliti nella sentenza: il giudice della prevenzione deve svolgere una valutazione autonoma e prognostica, verificando specificamente l'esistenza della relazione impresa-soggetti pericolosi, l'occasionalita' dell'agevolazione e la prognosi favorevole circa l'efficacia del controllo giudiziario o di altre misure alternative; deve inoltre valutare concretamente gli effetti delle misure di emendazione proposte dall'impresa (cambi di governance, modelli organizzativi, ecc.).
Norme richiamate
d.lgs. n.159 del 2011, art. 34‑bis comma 6
Regola l'ammissione al controllo giudiziario su domanda dell'impresa colpita da informazione interdittiva; la Corte richiede che il giudice di prevenzione verifichi autonomamente i presupposti fattuali e prognostici per applicare il controllo come misura alternativa.
d.lgs. n.159 del 2011, art. 34
Prevede l'amministrazione giudiziaria dei beni come misura volta a neutralizzare l'uso di aziende da parte di soggetti pericolosi; va letta insieme all'art.34‑bis per graduare gli interventi.
d.lgs. n.159 del 2011, art. 20
Richiamato per la disciplina del sequestro in relazione al sistema delle misure prevenzionali e alla possibilita' di adottare misure alternative come amministrazione o controllo.
d.lgs. n.159 del 2011, art. 84
Consente l'accertamento amministrativo del tentativo di infiltrazione mafiosa; la presenza di una interdittiva amministrativa apre la strada alla valutazione giudiziale sul controllo su domanda.
Rilevante quale fattore che mette in luce l'interesse dei gruppi mafiosi all'infiltrazione economica; la giurisprudenza collega la proiezione economica del 416‑bis alla pericolosita' sociale in ambito di misure prevenzionali.
Ha ampliato gli strumenti per contrastare la pericolosita' economica (introducendo/rafforzando controllo e amministrazione giudiziaria) e ha orientato la necessita' di graduare gli interventi rispetto al tipo di relazione impresa‑organizzazione criminale.
Sentenza Sez. U, Ricchiuto n.46898/2019 (giurisprudenza consolidata)
Principio chiave: il giudice della prevenzione deve compiere un accertamento prognostico sull'efficacia delle misure alternative e non limitarsi a recepire passivamente il contenuto dell'interdittiva; va valutata la occasionalita' dell'agevolazione e la capacita' dell'impresa di riallinearsi.
d.lgs. n.159 del 2011, artt. 1 e 4
Definiscono la pericolosita' come parametro soggettivo e i presupposti per l'applicazione delle misure prevenzionali; richiamati per spiegare il fondamento normativo del sistema.
Massime di principio
- Il tribunale delle misure di prevenzione deve svolgere una valutazione autonoma e motivata degli elementi fattuali alla base dell'informazione interdittiva, non potendo limitarsi a ripetere le conclusioni dell'autorita' amministrativa.
- Per ammettere il controllo giudiziario su domanda devono convergere tre requisiti: esistenza di una relazione tra impresa e soggetti pericolosi, occasionalita' (non perdurante) dell'agevolazione e prognosi favorevole circa l'efficacia del controllo a rimuovere il rischio di infiltrazione.
- La qualifica della relazione impresa‑criminalita' determina la tipologia della misura (sequestro/confisca vs. amministrazione giudiziaria vs. controllo), con graduazione in funzione della necessita' di recidere il nesso o di recuperare l'attivita'.
- Le misure di emendazione proposte dall'impresa (cambio di governance, nomina di un amministratore, adozione di modelli organizzativi come il modello 231) devono essere valutate concretamente nella loro efficacia pratica e non solo formale.
- L'ammissione al controllo giudiziario non va vista come un mero beneficio processuale, ma come un percorso alternativo e soggiorno di controllo volto al recupero della normalita' economica dell'impresa; il giudice deve verificare se tale percorso sia realistico ed efficace.
- Se la motivazione del giudice di merito risulta apparente o non sviluppa un'analisi concreta dei fatti (in particolare sul livello di condizionamento operativo), la Cassazione e' pronta ad annullare e rinviare per un nuovo esame secondo i criteri di valutazione indicati.
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