Cassazione Civile, Ordinanza n. 24181/2022 del 04/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente pubblico)
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per revocazione ex art. 391 bis c.p.c. contro la precedente sentenza della Corte di cassazione n. 29015/2020, che aveva accolto i ricorsi dell'ENAC e dell'INPS, cassato la decisione di merito e rigettato la domanda originaria del lavoratore relativa al trattamento di fine rapporto/indennità di fine servizio spettante al personale transitato dalla Direzione generale dell'Aviazione civile ai ruoli dell'ENAC. Secondo il ricorrente, la precedente decisione sarebbe viziata da errore di fatto ai sensi dell'art. 395 n. 4 c.p.c., derivante dall'erronea interpretazione dell'art. 10, comma 3, del d.lgs. n. 250/1997 in combinato disposto con l'art. 1 dello stesso decreto. Le controparti hanno resistito con controricorso.
La decisione
La Corte ha ritenuto che le censure non denunciassero un vero errore di fatto revocatorio, ma investissero esclusivamente l'interpretazione di norme di diritto e quindi questioni estranee al rimedio di cui all'art. 391 bis c.p.c. In particolare, ha ribadito che l'errore revocatorio consiste solo in una falsa percezione della realtà, immediatamente rilevabile dagli atti, mentre gli errori di giudizio e di interpretazione normativa integrano eventualmente error iuris, non revocazione. Per tale ragione il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il ricorrente è stato condannato alle spese in favore di ciascun controricorrente e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
il ricorso per revocazione contro le sentenze della Corte di cassazione è ammissibile solo nei limiti propri dell'errore di fatto revocatorio
l'errore revocatorio richiede una falsa percezione della realtà, non un errore di interpretazione o di giudizio
art. 10, comma 1, d.lgs. n. 250 del 1997
norma richiamata nella vicenda sostanziale per il transito del personale della Direzione generale dell'Aviazione civile nei ruoli dell'ENAC
art. 10, comma 3, d.lgs. n. 250 del 1997
la precedente sentenza aveva ritenuto che dalla disposizione discendesse l'immediata applicazione della disciplina del TFR al personale transitato
art. 1, d.lgs. n. 250 del 1997
richiamato dal ricorrente nel tentativo di sostenere l'errore interpretativo denunciato
art. 13 della legge n. 70 del 1975
indennità di anzianità invocata dal ricorrente in alternativa al TFR
artt. 3 e 38 del d.P.R. n. 1032 del 1973
disciplinano l'indennità di buonuscita riferita, secondo la Corte, ai dipendenti provenienti dalla Direzione generale dell'Aviazione civile prima del transito
la precedente sentenza aveva riconosciuto l'applicazione della disciplina del trattamento di fine rapporto ai dipendenti transitati
art. 1, comma 3, d.lgs. n. 250 del 1997
richiamato per escludere che la mancata trasformazione dell'ENAC in ente pubblico economico incidesse sull'applicazione del TFR
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater
presuppone il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità
L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17
ha introdotto il meccanismo dell'ulteriore contributo unificato
art. 13, comma 1 bis, D.P.R. n. 115 del 2002
richiamato quale parametro dell'importo aggiuntivo dovuto
Massime di principio
- Il rimedio revocatorio contro le sentenze della Corte di cassazione non può essere utilizzato per contestare l'interpretazione di norme giuridiche o la valutazione della fattispecie, poiché tali doglianze appartengono all'error iuris e non all'errore di fatto.
- L'errore di fatto revocatorio ricorre solo quando il giudice abbia supposto l'esistenza di un fatto decisivo inesistente o abbia negato l'esistenza di un fatto decisivo positivamente risultante dagli atti, purché il fatto non sia stato oggetto di controversia e decisione.
- La falsa percezione del contenuto di una norma non integra errore revocatorio; al più può tradursi in errore di diritto, censurabile con gli ordinari mezzi di impugnazione nei limiti consentiti.
- Quando il ricorso per revocazione è costruito come critica alla precedente interpretazione della disciplina sostanziale, esso è inammissibile perché esula dal perimetro dell'art. 391 bis c.p.c.
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