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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14553/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la conferma in appello della sentenza che lo aveva condannato per lesioni volontarie, danneggiamento aggravato e violenza privata. Lamentava: 1) violazione del diritto di difesa per presunta tardiva consegna della copia della sentenza impugnata; 2) travisamento della prova e manifesta illogicita della motivazione in relazione al ruolo addebitato al ricorrente nell'aggressione collettiva; 3) erronea applicazione dell'art. 610 c.p. con vizi di motivazione circa l'impossibilita di manovra dell'auto della persona offesa; 4) errori di legge e vizi di motivazione sulla determinazione della pena e sul diniego delle circostanze attenuanti generiche

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ritardo nella consegna della copia della sentenza non integri nullita e che il ricorrente non abbia chiesto la restituzione nel termine; ha escluso il travisamento della prova in quanto le doglianze miravano a una rivalutazione del merito e non a dimostrare una distorsione incontrovertibile delle singole dichiarazioni. Ha confermato la correttezza della valutazione del giudice di merito circa la responsabilita concorrente nell'aggressione collettiva e la sussistenza della violenza privata, nonche la congruita della determinazione della pena e del diniego delle attenuanti. Conseguentemente il ricorrente e stato condannato alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (convertito con modificazioni)

    riferito alla richiesta del difensore di discussione orale; la Corte registra la richiesta e la successiva rinuncia senza incidere sulla decisione

  • art. 178 cod. proc. pen.

    richiamato dal ricorrente in relazione al diritto di difesa per la tardiva consegna della copia; la Corte osserva che il rimedio e la restituzione nel termine e non l'annullamento della sentenza

  • art. 179 cod. proc. pen.

    richiamato nella doglianza sul rilascio della copia della sentenza, ma la Corte ritiene irrilevante il ritardo ai fini dell'annullamento

  • art. 24 Costituzione

    invocato in relazione al diritto di difesa; la Corte ritiene che il diritto non sia stato compromesso tale da giustificare l'annullamento

  • art. 6 CEDU

    richiamato in tema di giusto processo e diritto di difesa; la Corte non ravvisa violazione che implichi nullita della sentenza

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    limiti di specificazione del ricorso per cassazione rispetto ai motivi ammessi; i motivi sono stati valutati nei limiti consentiti

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    norma che limita il sindacato della Cassazione sul travisamento della prova; la Corte applica il criterio restrittivo richiedendo che il travisamento sia incontrovertibile e riferito al 'significante' della dichiarazione

  • art. 610 cod. pen.

    norma relativa alla violenza privata; la Corte ritiene corretta l'applicazione alla condotta collettiva che ha impedito la liberta di movimento della vittima

Massime di principio

  • Il ritardo nella consegna della copia della sentenza non determina automaticamente nullita: il rimedio da utilizzare e la richiesta di restituzione nel termine; l'assenza di tale richiesta rende la doglianza inefficace
  • La Corte di cassazione ha potestà limitata nella valutazione della prova: puo sindacare il cosiddetto travisamento della prova solo se emerge una distorsione incontrovertibile e non quando la censura chieda una diversa valutazione del merito probatorio
  • Nelle aggressioni collettive ciascun concorrente puo essere ritenuto responsabile per l'insieme delle lesioni della vittima quando sussista consapevolezza e cooperazione nell'azione violenta, anche se non tutti hanno causato direttamente ogni singola lesione
  • Per impugnare la determinazione della pena o il diniego delle attenuanti in cassazione e necessario che tali censure siano specifiche e debitamente motivate in grado di evidenziare vizi di diritto o di motivazione rilevabili in sede di legittimità
  • Le prove di identificazione rese nell'immediatezza dei fatti possono prevalere sulla non identificazione in ricognizione fotografica, essendo questioni di valutazione del merito non sindacabili dalla Corte di cassazione salvo travisamento manifesto

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