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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 39155/2021 del 09/12/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

ANAS impugna la sentenza d'appello che aveva confermato il rigetto dell'opposizione della società ad un decreto ingiuntivo ottenuto da Rosaria Messina per C 17.112,49 a titolo di compensi per la partecipazione a Commissione di Collaudo. ANAS sosteneva che la determinazione del compenso dovesse avvenire in base al Regolamento ANAS del 2011 (richiamando l'art. 92 d.lgs. n.163/2006 e l'operatività della disciplina successiva), ovvero che la delega di collaudo si configurasse come contratto di durata suscettibile di assoggettamento alla normativa e ai regolamenti sopravvenuti (richiamando altresì l'art. 1339 c.c.). La Corte territoriale aveva ritenuto che il riferimento regolamentare fosse al Regolamento ANAS del 2001, in quanto il conferimento dell'incarico risaliva a gennaio-febbraio 2006, dunque anteriore all'entrata in vigore del d.lgs. 163/2006, e aveva escluso che il rapporto fosse un contratto di durata quale da ricondurre alla disciplina sopravvenuta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di ANAS. Ha confermato che il momento rilevante per individuare la normativa e il regolamento applicabile al compenso del collaudatore è la data del conferimento dell'incarico e non la data di completamento del collaudo; nel caso concreto l'incarico era stato conferito prima dell'entrata in vigore del d.lgs. 163/2006, sicché non poteva applicarsi il meccanismo regolamentare previsto dal nuovo codice né il Regolamento ANAS 2011. Ha inoltre dichiarato inammissibile la censura relativa all'interpretazione della delega quando la parte non ha trascritto il contenuto della delega stessa nel ricorso. Per queste ragioni il ricorso è stato respinto e ANAS condannata al pagamento delle spese di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 18, comma 1, L. n. 109/1994

    Disciplina originaria degli incentivi per progettazione/collaudo; la giurisprudenza considera l'incentivo di natura retributiva ma subordinata all'adozione di regolamentazione amministrativa che ne determini modalità e ripartizione.

  • art. 92, d.lgs. n. 163/2006

    Ha introdotto una riserva regolamentare per la determinazione delle modalità e criteri di liquidazione degli incentivi; tuttavia la sua applicazione è limitata ai contratti assoggettati al codice (ossia successivi all'entrata in vigore) e non ai contratti già perfezionati anteriormente.

  • art. 113, d.lgs. n. 50/2016

    Evoluzione normativa che ha ridenominato e disciplinato gli incentivi tecnici; citato nel quadro evolutivo ma non direttamente determinante nel caso concreto.

  • art. 253, d.lgs. n. 163/2006 (norme transitorie)

    Stabilisce che il codice si applica ai contratti i cui bandi siano pubblicati dopo la sua entrata in vigore; nei contratti antecedenti permaneva la disciplina previgente e le regolamentazioni successive non si impongono automaticamente.

  • art. 2230 c.c. e art. 2233 c.c.

    Principi sul momento determinante per la determinazione della disciplina contrattuale e della remunerazione: rileva la data del conferimento dell'incarico secondo la disciplina generale dei contratti e delle professioni.

  • art. 1339 c.c.

    Norma sulla inserzione di clausole, prezzi o condizioni imposte dalla legge nel contratto; la Corte ha escluso l'applicabilità del meccanismo di sostituzione automatica per il caso in esame, soprattutto perché il contratto era anteriore alla norma invocata.

  • art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    Richiama l'obbligo di trascrivere gli atti cui si riferisce il motivo; la mancata trascrizione della delega ha reso inammissibile la censura sull'interpretazione di quel documento.

  • art. 23, comma 8-bis, D.L. n. 137/2020 (conv. L. n. 176/2020)

    Norma procedurale che ha consentito il deposito di conclusioni scritte del Procuratore Generale nella fase di discussione in Cassazione; menzionata in relazione alla requisitoria scritta del P.G.

Massime di principio

  • Il momento rilevante per individuare la normativa e il regolamento applicabile al compenso del collaudatore è la data del conferimento dell'incarico (data di perfezionamento del rapporto), non la data di completamento del collaudo.
  • Se un incarico è stato conferito prima dell'entrata in vigore di una nuova disciplina (es. codice dei contratti), non si applicano automaticamente le regole e i regolamenti successivi introdotti dal nuovo testo normativo o da regolamenti adottati in sua attuazione.
  • Il diritto agli incentivi per funzioni tecniche ha natura retributiva ma la sua effettiva spettanza è condizionata all'adozione di atti regolamentari/disciplinari dell'amministrazione che ne specifichino modalità e criteri; in mancanza è possibile soltanto agire per responsabilità dell'amministrazione.
  • Il richiamo contrattuale a un regolamento aziendale vale in relazione alla disciplina vigente all'atto del conferimento dell'incarico salvo chiaro e specifico accordo contrario; non si può normalmente attribuire efficacia retroattiva a regolamenti adottati successivamente per peggiorare obbligazioni già assunte.
  • In sede di impugnazione è essenziale documentare e trascrivere gli atti rilevanti (es. delega/contratto): l'omissione può rendere inammissibili censure di diritto o di fatto basate su quei documenti.
  • L'art. 1339 c.c. non costituisce uno strumento automatico per aggiornare una clausola contrattuale al mutare della disciplina regolamentare quando il contratto è antecedente alla nuova norma o quando non ricorrono i presupposti formali per l'inserzione/aggiornamento.

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