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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16096/2025 del 28/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per annullamento della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per aver dato fuoco e distrutto l'opera d'arte "La Venere degli Stracci" il 12 luglio 2023. Tre censure principali: (1) nullità per mancata notifica del verbale di rinvio dell'udienza del 30/11/2023 (artt. 159 e 420-ter c.p.p.), poiché l'imputato non sarebbe stato informato del differimento; (2) vizio di motivazione e travisamento probatorio in ordine alla sua responsabilità, deducendo che la sola detenzione di dieci accendini e di alcuni fiammiferi non poteva reggere la condanna e che la lettura delle immagini di videosorveglianza era equivoca; (3) errata qualificazione dell'opera come 'bene culturale' ai fini dell'applicazione degli artt. del codice penale in materia di delitti contro il patrimonio culturale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Sul primo motivo ha ritenuto che la nullità di notifica dell'avviso di rinvio, pur essendo una nullità di regime intermedio, è sanata per assenza di tempestiva deduzione e perché il difensore alla successiva udienza non eccepì l'assenza del cliente e anzi chiese il rito abbreviato condizionato. Sul secondo motivo ha dichiarato inammissibile la rinnovata valutazione delle prove in sede di legittimità: la Corte d'appello aveva fornito un apparato argomentativo logico basato su riprese video che collocavano il ricorrente vicino all'opera al momento dell'accensione e sul rinvenimento degli accendini; la Cassazione non ha rilevato alcuna illogicità manifesta. Sul terzo motivo ha confermato che l'opera, di proprietà del Comune di Napoli e realizzata da artista di chiara fama, può essere qualificata come bene culturale senza necessità di un provvedimento amministrativo formale, desumendo la 'culturalità' dalle caratteristiche oggettive dell'opera; pertanto era corretta l'applicazione delle norme penali contro i delitti al patrimonio culturale. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Pena confermata in due anni e sei mesi di reclusione per la fattispecie contestata.

Norme richiamate

  • art. 159 c.p.p.

    Regola la comunicazione e la notificazione connessa al processo; la Corte rileva che l'omessa notifica del rinvio costituisce nullità generale a regime intermedio ma può essere sanata se non tempestivamente dedotta e se la citazione originaria era regolare.

  • art. 420-ter c.p.p.

    Norma richiamata in relazione agli effetti della mancata notificazione dell'avviso di fissazione della nuova udienza; la Cassazione applica il principio di sanabilità se non contestato nei termini di legge.

  • artt. 180 e 182, comma secondo, c.p.p.

    Norme sul termine per eccepire le nullità: la mancata deduzione nei termini previsti comporta la sanatoria della nullità intermedia.

  • art. 606 c.p.p.

    Limita il sindacato della Cassazione ai vizi di diritto e alle illogicità manifeste della motivazione; esclude la rinnovata valutazione del merito probatorio da parte del giudice di legittimità.

  • Titolo Ottavo-bis, Libro Secondo codice penale (introdotto dalla legge n. 22 del 2022)

    Disciplinazione dei delitti contro il patrimonio culturale; la norma penale non fornisce in sé la definizione di 'bene culturale', rimandando a norme extrapenali per i contenuti.

  • art. 10, commi 1 e 3, d.lgs. n. 42/2004

    Definisce i beni culturali e indica che sono tali le cose mobili e immobili che presentano interesse artistico, storico, ecc.; la Corte afferma che per beni di proprietà pubblica la culturalità può desumersi dalle caratteristiche oggettive senza bisogno di un provvedimento formale.

  • art. 2, 11 d.lgs. n. 42/2004

    Ulteriori definizioni del patrimonio culturale e dei beni culturali cui la Corte attinge per qualificare l'opera danneggiata come bene tutelato.

  • art. 546, comma 1, lett. e), c.p.p.

    Imposizione di motivazione sulla valutazione degli elementi probatori; la Corte ricorda che il giudice di merito deve enunciare le ragioni del convincimento, che sono sindacabili in Cassazione nei limiti dell'art. 606.

  • art. 424 c.p. (richiamato nella contestazione iniziale)

    Norma penale richiamata nella qualificazione iniziale del fatto; la sentenza di merito ha rideterminato la pena sulla base della qualificazione complessiva delle condotte.

  • artt. 518-duodecies e 518-sexiesdecies c.p.

    Norme specifiche del codice penale applicate ai reati contro il patrimonio culturale; la Corte conferma la loro applicabilità quando l'opera possiede i requisiti di culturalità desumibili dalle sue caratteristiche oggettive.

Massime di principio

  • La mancata notifica di un avviso di rinvio è una nullità di regime intermedio sanabile se non tempestivamente dedotta e se la citazione originaria è regolare; l'avvocato deve eccepire immediatamente per non perdere il vizio.
  • La Corte di Cassazione non procede a una rinnovata valutazione del merito probatorio: può intervenire solo per vizi di diritto o per illogicità manifesta della motivazione 'ictu oculi'. Contestare la valutazione delle prove richiede dimostrare una macroscopica incoerenza motivazionale.
  • La qualificazione di un'opera come 'bene culturale' può essere desunta dalle sue caratteristiche oggettive (autore noto, unicità, valore artistico, collocazione pubblica) senza necessità di un provvedimento amministrativo formale quando l'opera è di proprietà pubblica.
  • La presenza di elementi indiziari convergenti (riprese video collocanti l'imputato in prossimità del fatto, insieme al rinvenimento di strumenti utilizzati per commettere il reato) può legittimare una condanna in sede di merito; per contrastarla serve dimostrare incoerenze probatorie gravi o errori nella catena di acquisizione delle prove.
  • Per impugnare efficacemente la qualificazione giuridica di un bene o la valutazione probatoria è utile produrre documentazione amministrativa, perizie tecniche o elementi probanti concreti che mettano in luce errori manifesti o fatti non considerati dal giudice di merito.
  • Gli aspetti processuali (presenza dell'imputato, comunicazioni tra difensore e assistito, tempestività delle eccezioni) sono strategici: la mancata deduzione tempestiva di nullità o vizi processuali comporta spesso la loro inefficacia in sede di legittimità.

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