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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32199/2022 del 01/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto riguardante chi fosse competente a nominare l'amministratore giudiziario dell'impianto di depurazione ASI di Ceccano oggetto di sequestro preventivo. Il sequestro era stato autorizzato dal Tribunale del Riesame di Roma, su appello del Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p.; il G.i.p. del Tribunale di Roma si era ritenuto non legittimato a nominare l'amministratore e il Tribunale di Frosinone si era dichiarato incompetente, determinando una situazione di stasi processuale. La questione fondamentale era l'interpretazione dell'art. 104-bis disp. att. c.p.p. (come novellato), vale a dire se la competenza gestionale e la nomina dell'amministratore spettino al giudice che ha emesso il provvedimento di sequestro nel procedimento principale (G.i.p.) oppure al giudice che, in sede incidentale (Tribunale del Riesame), ha autorizzato il sequestro in appello.

La decisione

La Corte ha dichiarato il conflitto ammissibile e lo ha risolto affermando la competenza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma (giudice del procedimento principale) a nominare l'amministratore giudiziario e a sovrintendere alla custodia, gestione e amministrazione dei beni sottoposti a sequestro. La Corte ha motivato che l'art. 104-bis disp. att. c.p.p., alla luce delle modifiche legislative (in particolare legge 17 ottobre 2017, n. 161) e della normativa di coordinamento con il codice antimafia, individua quale giudice competente quello che ha emesso il provvedimento nel procedimento principale e non il giudice dell'appello cautelare (Tribunale del Riesame), il quale svolge una funzione incidentale e di controllo e non è organo del procedimento principale di gestione. Perciò gli atti sono stati trasmessi al G.i.p. del Tribunale di Roma, cui spetta ora provvedere.

Norme richiamate

  • art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.

    "1-bis. Il giudice che dispone il sequestro nomina un amministratore giudiziario ai fini della gestione... 1-ter. I compiti del giudice delegato alla procedura sono svolti nel corso di tutto il procedimento dal giudice che ha emesso il decreto di sequestro..."

    La Corte interpreta la norma nel senso che la competenza gestionale e la nomina dell'amministratore spettano al giudice che ha emesso il decreto di sequestro nel procedimento principale (anche se il sequestro è stato in concreto autorizzato dal Tribunale del Riesame in sede di appello cautelare)

  • art. 104 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata per il quadro storico: disciplina l'esecuzione del sequestro preventivo e, nella giurisprudenza, attribuiva al giudice che emette il sequestro la nomina del custode con funzioni anche amministrative

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'appello cautelare del P.M.; la Corte distingue tra il procedimento incidentale d'appello (dove il Tribunale del Riesame autorizza il sequestro) e il procedimento principale, ritenendo che la competenza gestionale rimanga collegata al giudice del procedimento principale

  • legge 17 ottobre 2017, n. 161 (art. 30, comma 2, lett. b)

    Novellando l'art. 104-bis, ha rafforzato l'allineamento con la disciplina antimafia e stabilito che il giudice che dispone il sequestro è anche competente per la nomina dell'amministratore e per le funzioni delegate nel procedimento principale

  • art. 12-sexies d.l. n. 306/1992 (come modificato)

    Richiamato nella giurisprudenza per il parallelismo tra gestione dei beni sequestrati in procedimenti penali e misure di prevenzione, contribuendo a consolidare la competenza del giudice che ha disposto il sequestro

  • d.lgs. n. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia), art. 35

    Le norme del codice antimafia sono richiamate dall'art. 104-bis per la disciplina della nomina e del controllo dell'amministratore giudiziario; la Corte evidenzia il richiamo come ulteriore elemento che collega la competenza gestionale al giudice del procedimento principale

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Norma suscettibile di applicazione per la declaratoria del conflitto di competenza; la Corte dichiara ammissibile il conflitto per evitare la stasi processuale

  • art. 51, comma 3-bis cod. proc. pen. e art. 240-bis cod. pen.

    Venivano evocati dal G.i.p. per sostenere l'insussistenza della sua competenza quando i reati contestati non rientrano in quelle fattispecie; la Corte ritiene però che l'assetto normativo attuale renda irrilevante tale obiezione

Massime di principio

  • La competenza a nominare l'amministratore giudiziario e a sovrintendere alla gestione dei beni sequestrati spetta al giudice del procedimento principale che ha emesso il decreto di sequestro nel primo grado (G.i.p. o giudice procedente), anche quando il sequestro venga poi autorizzato in sede di appello cautelare dal Tribunale del Riesame.
  • Il giudice dell'appello cautelare (Tribunale del Riesame) svolge una funzione incidentale di controllo e non acquista, per ciò stesso, competenza gestionale continuativa sui beni sequestrati; la nomina dell'amministratore è parte della gestione collegata al procedimento principale.
  • Le modifiche normative (in particolare legge n. 161/2017 e i richiami al codice antimafia) consolidano il principio di concentrazione delle competenze gestorie sul giudice che dispone il sequestro nel procedimento principale per assicurare continuità e conoscenza del patrimonio sequestrato.
  • Se più organi giudiziari rifiutano di provvedere e si crea una stasi processuale, è ammissibile denunciare conflitto di competenza per ottenere una decisione risolutiva e evitare il blocco della gestione dei beni.
  • Il Pubblico Ministero e le parti devono promuovere la procedura più idonea (compresa la denuncia di conflitto) anziché reiterare istanze al giudice che si è già dichiarato incompetente o al giudice incidentale, per non prolungare inutilmente la situazione di stallo.

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