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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32182/2022 del 01/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Poggi impugnava la sentenza della Corte d'appello di Milano resa in sede di rinvio dopo annullamento parziale della Cassazione: deduceva (1) violazione dell'art. 627, comma 3, c.p.p. e vizio di motivazione per avere il giudice del rinvio omesso di rideterminare complessivamente il trattamento sanzionatorio dopo l'estinzione per prescrizione di alcuni reati; (2) nullità per carenza del contraddittorio, perché la decisione di estinzione per prescrizione era stata adottata fuori udienza (de plano).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il motivo pregiudiziale relativo al mancato contraddittorio sulla base della giurisprudenza delle Sezioni Unite, osservando però che la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 568, comma 4, c.p.p. sopravvenuta non poteva incidere su una situazione processuale esaurita e divenuta irrevocabile. Ha invece accolto il primo motivo: il giudice del rinvio doveva espungere i reati ormai estinti e procedere alla complessiva rideterminazione del trattamento sanzionatorio per i reati residui. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata in parte qua e rinviata per nuovo giudizio, previa corretta instaurazione del contraddittorio, con riguardo alla determinazione del trattamento sanzionatorio per i capi A2), A3), A4), E), G), H) e M).

Norme richiamate

  • art. 627 c.p.p.

    invocato dal ricorrente per lamentare l'omessa ridefinizione del trattamento sanzionatorio da parte del giudice del rinvio; la Corte ha ritenuto fondata la censura nella parte in cui il giudice non ha espunto i reati prescritti e non ha ricalcolato la pena complessiva

  • art. 568 c.p.p.

    richiamato in relazione alla giurisprudenza e alla declaratoria di incostituzionalità (Corte Cost. n. 111/2022): la norma era stata interpretata in precedenza nel senso che mancava interesse a impugnare la sentenza di appello che, senza contraddittorio, dichiarava la prescrizione; la Corte costituzionale l'ha poi dichiarata incostituzionale, ma la Corte di Cassazione ha ritenuto che la declaratoria non poteva incidere su situazioni processuali già irrevocabili

  • art. 129 c.p.p.

    richiamato per la modalità di formulazione del giudizio di merito nel caso in cui risulti la prova dell'innocenza dell'imputato (eccezione non ravvisata nel caso concreto)

Massime di principio

  • Se in sede di rinvio la Corte dichiara estinti per prescrizione alcuni reati, il giudice del rinvio è obbligato ad espungere quei reati dal quadro sanzionatorio e a rideterminare complessivamente la pena relativa ai reati residui; l'omissione dà luogo ad annullamento parziale e rinvio.
  • Quando una sentenza d'appello dichiara la prescrizione 'de plano' e ciò avviene senza contraddittorio, la causa estintiva prevale sulla nullità della pronuncia secondo la giurisprudenza consolidata delle Sezioni Unite; ciò può rendere privo di interesse il ricorso per cassazione, salvo che emerga la prova dell'innocenza dell'imputato.
  • Una successiva pronuncia di incostituzionalità di una norma processuale non sempre può retroagire per rimuovere effetti di decisioni ormai passate in giudicato: i rimedi dipendono dallo stato del processo e dalla irreversibilità del giudicato interno.
  • In sede di impugnazione è utile chiedere espressamente la ricalcolazione della pena e la fissazione del contraddittorio se vi sono stati precedenti provvedimenti che hanno estinto singoli capi, per evitare la perdita del diritto a una rivalutazione del trattamento sanzionatorio.
  • Se il giudice adotta una decisione fuori udienza che incide su diritti processuali fondamentali, la parte deve valutare tempestivamente la rilevanza del vizio (e la possibilità che la causa estintiva renda comunque privo di interesse il rimedio) e formulare istanze per la instaurazione del contraddittorio in sede di rinvio.

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