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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32186/2022 del 01/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la restituzione dei termini per proporre impugnazione avverso la sentenza di condanna (reato: tentato omicidio, pena 15 anni) sostenendo di non aver avuto effettiva conoscenza del procedimento. Contestava in particolare l'efficacia dell'atto notarile del 20/12/2012 con cui sarebbe stata conferita la procura all'avv. Aldo Pardo, denunciando la falsità della sottoscrizione e producendo una consulenza grafologica che ne dubitava l'autenticità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che dalle prove documentali risulti con certezza che il ricorrente era a conoscenza del procedimento quantomeno dal 20/12/2012 (nomina notarile dell'avv. Pardo, identificazione con passaporto, attività difensiva svolta dall'avv. Pardo, istanze per la revoca della misura cautelare e appello). La consulenza grafologica, fuori dal contraddittorio e mai seguita da un formale disconoscimento o querela di falso, è stata giudicata insufficiente a travolgere l'efficacia probatoria dell'atto notarile. Conseguentemente è stata confermata l'inammissibilità; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare 3.000,00 euro alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 175, comma 2, cod. proc. pen. (testo anteriore alla legge 28 aprile 2014, n. 67)

    "se è stata pronunciata sentenza contumaciale o decreto di condanna, l'imputato è restituito per proporre impugnazione od opposizione, salvo che lo stesso abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o del provvedimento e abbia volontariamente rinunciato a comparire, ovvero a proporre impugnazione od opposizione"

    La norma consente la restituzione nei termini salvo che sia provata l'effettiva conoscenza del procedimento da parte dell'imputato o la sua volontaria rinuncia; nel caso si è ritenuto che la dimostrazione della conoscenza (nomina del difensore, atto notarile, attività difensiva) esclude la restituzione.

  • legge 28 aprile 2014, n. 67

    Richiamata come riferimento alla novella normativa che ha modificato l'art. 175 c.p.p.; nel caso si è applicato il testo anteriore alla modifica ( ratione temporis).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Fondamento per la condanna alle spese del procedimento e per l'obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso per colpa non imputabile alla parte.

  • sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per affermare che non sussistono elementi per ritenere che il ricorrente abbia proposto il ricorso senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; perciò si applicano le sanzioni economiche previste.

Massime di principio

  • La presenza di un atto pubblico notarile che documenta la nomina di un difensore e l'identificazione del soggetto (es. con passaporto) costituisce prova molto rilevante della conoscenza del procedimento e può escludere la restituzione dei termini.
  • L'attività successiva del difensore (istanze, appello, atti difensivi) rafforza la presunzione di consapevolezza dell'imputato circa il processo a suo carico.
  • Una consulenza grafologica prodotta in via difensiva ha scarso effetto se non è stata esperita nel contraddittorio e se il documento pubblico non è stato formalmente disconosciuto o impugnato con querela di falso: senza questi atti processuali il documento mantiene pieno valore probatorio.
  • Se si contesta l'autenticità di un atto pubblico che incide sulla conoscenza del processo, occorre tempestivamente promuovere il disconoscimento o la querela di falso e portare prove concrete dell'assenza di contatto o della falsificazione; altrimenti il giudice potrà ritenere la conoscenza effettiva e dichiarare inammissibile la richiesta di restituzione dei termini.
  • Circostanze come viaggi, uso di documenti falsi o attività dei familiari possono integrare indizi di conoscenza, ma il valore decisivo è dato dalla prova documentale diretta e dall'atteggiamento processuale (es. nomina di difensore, azioni difensive).
  • Per evitare sanzioni processuali in caso di ricorso infondato, chi impugna per motivi di mancata conoscenza deve fornire una ricostruzione coerente e documentata degli impedimenti oggettivi alla conoscenza o dimostrare la falsificazione con atti processuali idonei.

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