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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19615/2023 del 10/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Roma del 02/12/2022 che aveva disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Bertolini, Vice Presidente del Cda di Area spa, per reati fiscali connessi a una presunta frode IVA a carosello (utilizzo e emissione di fatture per operazioni inesistenti da Monitore srl e Tecno Trades srl, evasione IVA oltre 9 milioni di euro) e per associazione per delinquere. Il ricorrente propose quattro motivi: 1) mancanza del pericolo di recidiva in quanto adottate misure organizzative e dimissioni dal vertice societario; 2) vizio di motivazione e carenza di autonoma valutazione del compendio indiziario, con eccessiva valorizzazione delle intercettazioni; 3) sproporzione e non adeguatezza della misura cautelare rispetto ai presunti pericoli di fuga e recidiva; 4) genericità dell'appello cautelare e mancata specificazione della posizione del ricorrente.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, avendo il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Latina revocato la misura cautelare nei confronti del Bertolini il 18 aprile 2023. Conseguentemente il ricorso per cassazione è inammissibile ai sensi dell'art. 591 comma 1 lett. a) cod. proc. pen. È stata disposta la condanna alle spese processuali, ma esclusa la sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende, ritenendo legittima la rinuncia all'impugnazione basata sull'emersione di nuovi elementi di fatto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Se la misura cautelare impugnata viene revocata o cessa, il ricorso per cassazione può diventare inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse (art. 591 cod. proc. pen.).
  • La revoca della misura da parte del GIP comporta la cessazione della materia del contendere, rendendo spesso inutile proseguire l'impugnazione; tuttavia il giudice può comunque decidere sulle spese processuali.
  • La rinuncia all'impugnazione motivata dall'emersione di nuovi elementi di fatto non conosciuti al momento del ricorso è legittima e, se non frutto di colpa, non giustifica l'applicazione della sanzione a favore della cassa delle ammende.
  • Nelle impugnazioni contro misure cautelari il ricorrente deve articolare chiaramente profili di attualità del pericolo (recidiva, fuga) e dimostrare interventi concreti e verificabili che abbiano eliminato tali pericoli (es. dimissioni, modifiche organizzative, controlli interni).
  • I giudici del riesame devono compiere una autonoma e motivata valutazione del compendio indiziario; la mera riproposizione acritica dell'appello del pubblico ministero può essere censurata in grado di merito o in cassazione, se rilevante e non sopravvenuta la carenza di interesse.
  • Le intercettazioni possono essere elementi decisivi ma richiedono valutazione contestuale e coordinata; non è sufficiente utilizzarle isolatamente per fondare definitivamente la gravità indiziaria senza verifica di altri elementi.
  • Anche quando la misura viene annullata o revocata, possono essere a carico del ricorrente le spese processuali; la decisione sul pagamento della sanzione pecuniaria alla cassa delle ammende dipende dalla valutazione della responsabilità o della legittimità della rinuncia.

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