Cassazione Penale, Sentenza n. 14903/2023 del 07/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ferrara impugna in Cassazione l'ordinanza del Tribunale del riesame di Salerno che aveva dichiarato inammissibile il suo appello cautelare avverso l'ordinanza del Tribunale di Vallo della Lucania (14.10.2022) che aveva aggravato la misura dagli arresti domiciliari alla custodia in carcere. Il ricorrente sostiene di avere ancora interesse ad impugnare nonostante la successiva sostituzione della custodia con nuovi arresti domiciliari (4/11/2022), perché l'ordinanza impugnata avrebbe prodotto lo spossessamento dell'immobile di cui egli è comodatario e gli avrebbe impedito di permanervi; deduce violazione degli artt. 606 lett. b) e e) c.p.p. e riferimenti agli artt. 310 e 568, co.4, c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Ha ritenuto che l'interesse all'impugnazione deve essere concreto e collegato agli effetti primari e diretti del provvedimento impugnato e che l'appello è ammissibile solo se la riforma può concretamente migliorare la situazione pratica dell'impugnante. Nel caso di specie la sostituzione della custodia con misure meno afflittive ha reso privo di incidenza sullo status libertatis del ricorrente la decisione impugnata, quindi l'interesse non sussisteva. La Corte ha inoltre richiamato l'obbligo di dedurre specificamente, se si mira a una futura azione di riparazione per ingiusta detenzione, le ragioni concrete del pregiudizio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Predisposizione del procedimento con contraddittorio scritto per il trattamento del ricorso; normativa procedurale richiamata in relazione alla trattazione del fascicolo
art. 606 c.p.p., lett. b) e e)
Norme sui motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione e di diritto) richiamate dal ricorrente come basi di censura
Prevede la condizione di interesse per l'ammissibilità dell'impugnazione; la Corte interpreta che l'interesse deve essere concreto, correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento e idoneo a migliorare la situazione pratica dell'impugnante
Riferimento alle cause ostative rilevabili ai fini della futura azione di riparazione per ingiusta detenzione; la Corte richiede espressa e motivata deduzione quando si invoca la pronuncia per finalità risarcitoria
Principio generale (richiamato analogicamente) sull'esistenza dell'interesse ad agire quale condizione dell'azione, richiamato per spiegare la necessità di interesse concreto anche in sede penale
Giurisprudenza: Sez.4, n.40917/2008 (Rv. 241480)
Affermato che l'interesse all'impugnazione deve essere correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento e idoneo a creare una situazione più vantaggiosa per l'impugnante
Giurisprudenza: Sez.6, Ordinanza n.3528/2009 (Rv. 242662)
Principio secondo cui l'interessato deve manifestare in termini positivi e univoci l'intenzione di utilizzare la pronuncia in vista di un'azione di riparazione per ingiusta detenzione
Giurisprudenza: Sezioni Unite, sentenza n.7931/2010 (Testini, Rv.249002)
Stabilisce che l'interesse a coltivare il ricorso per fini di riparazione per ingiusta detenzione va specificamente e motivatamente dedotto, evidenziando il pregiudizio concreto derivante dalla mancata pronuncia
Giurisprudenza: Sez.6, n.24558/2017 (Rv. 270674)
Conferma che l'appello che perde di oggetto per sopravvenuta revoca o sostituzione della misura cautelare può essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse
Massime di principio
- L'impugnazione di provvedimenti cautelari richiede un interesse concreto, attuale e collegato agli effetti primari e diretti del provvedimento: la mera astratta legittimazione non è sufficiente
- Se la misura cautelare più afflittiva viene revocata o sostituita con una meno afflittiva nelle more dell'impugnazione, l'appello può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse a meno che il ricorrente non dimostri un interesse concreto e specifico
- Il pregiudizio patrimoniale o la perdita di disponibilità di un immobile (es. spossessamento per comodato) non bastano automaticamente a conservare l'interesse all'impugnazione della custodia cautelare: occorre mostrare come la pronuncia richiesta incida direttamente e positivamente sulla situazione pratico-giuridica
- Chi intende utilizzare la pronuncia impugnata per una futura azione di riparazione per ingiusta detenzione deve dedurlo in modo specifico e motivato, indicando il nesso concreto tra pronuncia e possibilità di ottenere riparazione
- Ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e somme a titolo di ammenda
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