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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35445/2025 del 30/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che ha respinto la sostituzione della custodia in carcere con arresti domiciliari. Quattro motivi principali: 1) mancata/insufficiente motivazione sui singoli profili dedotti; 2) contraddittorietà della motivazione e disparità di trattamento rispetto al coimputato Giuliano Natale, asserendo identico comportamento; 3) omessa valutazione del percorso rieducativo e della dichiarazione di dissociazione ex art. 4‑bis ord. pen., del conseguimento di titolo e dell'attività lavorativa; 4) genericità e apparenza della motivazione sulle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale per il riesame completa, lineare e logica in ordine alle esigenze cautelari, richiamando la gravità del fatto (importazione concorsuale di 435 kg di cocaina in 400 panetti), il ruolo rilevante e organizzativo del ricorrente, la sentenza di condanna a 14 anni in abbreviato, la persistenza di contatti con complici e la programmazione di un nuovo trasporto, elementi che giustificano il mantenimento della custodia cautelare. Ha inoltre escluso che il provvedimento favorevole a un coimputato potesse automaticamente valere per il ricorrente e ha ritenuto non decisivo il mero decorso del tempo in carcere o il comportamento detentivo senza ulteriori elementi comprovanti l'affievolimento delle esigenze cautelari. Condanna il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiama il principio secondo cui la valutazione delle esigenze cautelari è autonoma per ciascun indagato/coimputato e deve considerare il contributo materiale/morale al reato e profili personali; pertanto misure difformi tra concorrenti possono essere giustificate.

  • art. 4‑bis ord. pen.

    La dichiarazione di dissociazione e il percorso rieducativo sono elementi valutabili a favore del ricorrente, ma non necessariamente sufficiente a superare, in presenza di gravi e concreti indizi e di rischio di reiterazione, la necessità della custodia cautelare.

Massime di principio

  • La valutazione delle esigenze cautelari è individuale: il fatto che un coimputato ottenga un regime meno afflittivo non impone automaticamente lo stesso trattamento per gli altri.
  • La gravità del fatto, il ruolo nel gruppo criminale, i precedenti specifici e il concreto mantenimento di contatti con i canali criminali sono elementi decisivi per la conferma della custodia cautelare.
  • Il mero decorso del tempo in carcere o il buon comportamento durante la detenzione non basta, da solo, per giustificare la sostituzione della misura; occorrono ulteriori elementi che dimostrino l'affievolimento delle esigenze cautelari.
  • La documentazione di dissociazione o di percorsi rieducativi è rilevante ma va valutata nel contesto complessivo del quadro indiziario e del rischio di reiterazione; può non essere determinante se sussistono concreti elementi di pericolosità.
  • La proporzionalità della misura cautelare si giudica anche in relazione al rischio di ripristino dei contatti con fornitori/complici e all'uso di mezzi occulti di comunicazione; tali elementi possono giustificare la misura più afflittiva.

Testo integrale

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