Sentenza n. 6345/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Seconda) n. 3123 del 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania, Sez. II, n. 3123 del 2025, che aveva annullato l’aggiudicazione del servizio di raccolta differenziata e spazzamento stradale
Esito
La controversia
La controversia riguardava l’aggiudicazione di una procedura di gara per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata, gestione delle isole ecologiche e spazzamento stradale del Comune di Acerra. L’RTI aggiudicatario, che aveva ottenuto 77,96 punti, ha appellato la sentenza con cui il TAR aveva accolto il ricorso della seconda classificata, titolare di 76,70 punti, e annullato l’aggiudicazione. L’appellante ha dedotto error in iudicando, difetto di motivazione e violazione degli artt. 34 c.p.a. e 110 d.lgs. 36/2023, sostenendo che la stazione appaltante avesse adeguatamente valutato la congruità e sostenibilità dell’offerta. Ha inoltre contestato l’affermazione del TAR circa l’irragionevolezza dell’operato amministrativo e l’esistenza di carenze istruttorie, deducendo che ogni eventuale difetto fosse stato comunque superato da una successiva istruttoria e che non fossero emersi profili escludenti.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha esaminato nel merito i motivi d’appello relativi alla congruità dell’offerta e alla correttezza della valutazione della stazione appaltante. Ha rilevato che, dopo la sentenza di primo grado, la stazione appaltante aveva svolto una nuova istruttoria, riesaminato l’offerta e i punteggi attribuiti, confermato il punteggio dell’RTI aggiudicatario e adottato la determinazione dirigenziale R.U. 5567 del 18 dicembre 2025, con cui aveva nuovamente aggiudicato la gara alla medesima concorrente. Il nuovo provvedimento aveva così superato l’originaria aggiudicazione impugnata in primo grado, determinando la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione su quest’ultima. Il ricorso di primo grado è stato pertanto dichiarato improcedibile e la sentenza del TAR è stata annullata senza rinvio. Le contestazioni della seconda classificata contro la nuova aggiudicazione devono essere proposte nell’autonomo giudizio instaurato davanti al TAR Campania. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
La norma è richiamata dall’appellante in relazione al contenuto e ai limiti della pronuncia del giudice amministrativo, ma il Consiglio di Stato non decide nel merito tale censura.
La norma è richiamata dall’appellante con riguardo alla valutazione della congruità dell’offerta; il Consiglio di Stato non esamina nel merito la relativa censura per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- Quando, nelle more del giudizio, la stazione appaltante sostituisce l’aggiudicazione impugnata con una nuova aggiudicazione adottata all’esito di una rinnovata istruttoria, viene meno l’interesse alla decisione sul ricorso diretto contro l’originario provvedimento, con conseguente improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse del ricorso di primo grado, rilevata in fase di appello, comporta l’annullamento senza rinvio della sentenza di primo grado che aveva deciso la controversia sull’atto ormai superato.
- Le censure rivolte contro la nuova aggiudicazione non possono essere esaminate nel giudizio avente a oggetto l’originario provvedimento, ma devono essere proposte mediante autonoma impugnazione del nuovo atto.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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