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Ordinanza

Ordinanza n. 972/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, A)perr quanto riguarda il ricorso introduttivo: - di Ordinanza di demolizione n. 03/2025 del Comune di Visciano a firma del Responsabile Area Edilizia Privata Manutentiva del 03.07.25 not. il 03.07.2025, con cui è stato ordinato al ricorrente la demolizione delle opere eseguite su lotto sito presso Comune di Visciano censito nel NCT al fg. 1 p.lle 1049-1050 e 96; - di ogni altro atto preordinato, connesso e conseguente comunque lesivo degli interessi del ricorrente B) Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 17\12\2025 : - dell’Ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale n. 05 del 27.10.2025 del Comune di Visciano – R. Area Edilizia Privata Manutentiva notificata il 28.10.25; - del verbale di inottemperanza PM Comune di Visciano del 07.10.2025 prot. 6713 del 07.10.25 notificato il 10.10.25; - della nota prot. 6892 del 14.10.2025 ad oggetto irrogazione sanzione amministrativa pecuniaria ex art 37 co 4 bis DPR 380/01 relativa a fabbricato rurale censito nel NCT al f.g 1 p.lle 1049-1050 e 96 realizzato a seguito pdc 58/2012 del 20/12/2012 not. il 14.10.25 nonché ogni atto connesso preordinato e conseguente.

Giustizia amministrativa202504084

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione di opere edilizie, seguita da verbale di inottemperanza, irrogazione di sanzione pecuniaria e ordinanza di acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione n. 03/2025 relativa a opere realizzate su un lotto sito nel Comune di Visciano e, con motivi aggiunti, il verbale di inottemperanza all'ordine demolitorio, la nota di irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'art. 37, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 e l'ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale n. 05/2025. Ha chiesto la sospensione cautelare degli atti. In sede cautelare è stata prospettata anche un'eccezione di inammissibilità per mancata notificazione al controinteressato; il Tribunale ha ritenuto di non esaminarla allo stato, rilevando che i motivi aggiunti erano stati notificati al controinteressato ad opponendum. La contestazione cautelare riguardava, in particolare, la legittimità dell'acquisizione dell'intero immobile, anche in relazione alla possibilità di acquisire soltanto una porzione del fabbricato.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare relativa agli atti impugnati con motivi aggiunti, compensando le spese. Ha ritenuto insussistente il fumus boni iuris sulla base dell'accertamento contenuto nella sentenza del Consiglio di Stato n. 5144/2025, che aveva definitivamente stabilito che il fabbricato realizzato era radicalmente difforme dal titolo edilizio del 2012: anziché un piano interrato e due piani fuori terra, era stato realizzato un edificio composto da tre piani fuori terra, compreso il sottotetto, con carico urbanistico maggiore e non riconducibile all'opera assentita. Ne consegue che l'acquisizione poteva astrattamente riguardare l'intero immobile, ormai divenuto proprietà comunale. Il giudice ha inoltre osservato che l'eventuale esigenza di precisare la porzione esatta da acquisire avrebbe dovuto essere fatta valere mediante revocazione della sentenza d'appello. In ogni caso, accogliere la tesi dell'impossibilità di acquisire il solo piano terra, in ragione della non realizzabilità della demolizione non eseguita, avrebbe vanificato la funzione sanzionatoria dell'amministrazione ed eluso il giudicato. È stata valorizzata anche l'assenza di una concreta volontà del ricorrente di ottemperare all'ordine di demolizione o di concordare con il Comune modalità esecutive alternative.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; la sospensione è stata negata per l'insussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 37, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base normativa della sanzione amministrativa pecuniaria oggetto di impugnazione; l'ordinanza non ne esamina autonomamente la legittimità.

  • d.P.R. 380/2001

    È il testo normativo di riferimento per l'ordine di demolizione e per l'acquisizione conseguente all'inottemperanza, richiamato nel contesto della controversia edilizia.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato ha accertato che l'opera realizzata è radicalmente difforme dal titolo edilizio e non è riconducibile all'intervento assentito, l'acquisizione conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione può astrattamente riguardare l'intero immobile abusivo.
  • In sede cautelare non può essere utilmente contestata la portata dell'accertamento contenuto in una sentenza definitiva; l'eventuale esigenza di correggere o precisare tale accertamento deve essere fatta valere con gli strumenti processuali propri, tra cui la revocazione quando ne ricorrano i presupposti.
  • Non può essere accolta una prospettazione che, qualificando come non realizzabile la demolizione di una sola porzione dell'immobile, finisca per neutralizzare la sanzione edilizia e per eludere il giudicato formatosi sull'abuso.
  • La mancata manifestazione di una concreta volontà di ottemperare all'ordine di demolizione o di concordare con l'amministrazione modalità esecutive alternative indebolisce la pretesa cautelare diretta a impedire l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potereNullità del provvedimentoLegittimazione e interesse a ricorrere

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