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Ordinanza

Ordinanza n. 150/2026 - Torino, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto Prot. 440/2025, emesso in data 18.11.2025 e notificato a mani in data 8.02.2026, con il quale il Questore della Provincia di Novara ha rigettato l’istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in lavoro subordinato, ai sensi dell’art. 32, c. 1bis, D. Lgs. 286/98, avanzata dal ricorrente.

Giustizia amministrativa202600600

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il decreto con cui il Questore di Novara ha rigettato l'istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per lavoro subordinato ai sensi dell'art. 32, comma 1-bis, d.lgs. 286/1998. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il ricorrente contestava, almeno in parte, il rilievo attribuito alla mancanza del parere della competente Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione. Il giudice ha tuttavia rilevato che il diniego risultava fondato anche su ulteriori elementi: la scarsità dei redditi dimostrati, la sostanziale irreperibilità del richiedente nonostante gli accertamenti avessero riguardato l'abitazione corretta, nonché il sostanziale disinteresse manifestato nel procedimento, nel quale il ricorrente era stato sottoposto ad accertamenti sulla residenza e aveva ricevuto un preavviso di rigetto.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ritenendo, a un primo sommario esame, insussistente il fumus boni iuris. Il diniego non appariva motivato esclusivamente dalla mancanza del parere della competente Direzione generale, ma anche dalla scarsità dei redditi, dall'irreperibilità sostanziale del richiedente e dal suo disinteresse rispetto agli accertamenti e al preavviso di rigetto. Non è stata quindi ravvisata una ragione sufficiente per sospendere l'efficacia dell'atto impugnato. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 1-bis, d.lgs. 286/1998

    La disposizione è indicata quale base normativa dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo, ma è stata respinta per l'assenza, a un primo sommario esame, del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris può essere escluso quando il provvedimento amministrativo impugnato risulti fondato su una pluralità di autonome ragioni, anche se una delle censure riguarda l'illegittimità di uno soltanto dei motivi posti a base del diniego.
  • Nel procedimento relativo alla conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per lavoro subordinato, la scarsità dei redditi dimostrati, la sostanziale irreperibilità dell'interessato e il disinteresse rispetto agli accertamenti e al preavviso di rigetto possono concorrere, secondo la motivazione del provvedimento, a escludere in sede cautelare la fondatezza della pretesa alla conversione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentale

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