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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22859/2025 del 17/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso del Procuratore generale contestava la sentenza del GUP del Tribunale di Oristano del 04/07/2024 che, pur ritenendo integrato l'elemento oggettivo del reato (detenzione/coltivazione illecita di cannabis, con sequestro di 1.402,59 kg di materia e percentuale media di THC 0,638% pari a 8,947 kg di principio attivo), aveva assolto l'imputato per mancanza dell'elemento psicologico ritenendo che Fois avesse operato in errore di diritto inevitabile. Il PG ha dedotto erronea applicazione di legge sostenendo che l'errore non poteva essere considerato inevitabile, posto che le Sezioni Unite del 2019 avevano già chiarito i rapporti tra legge n.242/2016 e il Testo Unico sugli stupefacenti e che, inoltre, il comportamento imprenditoriale e le comunicazioni dell'imputato (semine, rapporti analisi, trattative contrattuali) imponevano un obbligo di verifica e cautela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore generale, annullando la sentenza impugnata e rinviando il procedimento per nuovo giudizio al Tribunale di Oristano (ufficio del Giudice per l'udienza preliminare). La Cassazione ha ritenuto che il GUP avesse errato nel qualificare come inevitabile l'ignoranza della norma penale: l'inevitabilità dell'errore richiede condizioni oggettive molto strette (impossibilità oggettiva di conoscenza o grave confusione interpretativa), circostanze non riscontrate nel caso concreto, anche in considerazione della pronuncia delle Sezioni Unite del 2019 e della posizione dell'imputato come operatore del settore che doveva adottare comportamenti informativi e cautelativi. Inoltre la Corte ha rilevato che contrasti amministrativi o orientamenti giurisprudenziali divergenti non giustificano automaticamente l'errore inevitabile.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo Unico stupefacenti)

    Contiene le norme incriminatrici (art. 73 e connessi) che puniscono la coltivazione e la detenzione illecita di cannabis; la Corte richiama il rapporto tra questa disciplina e la legge n.242/2016, precisando che l'esistenza della disciplina incentivante non elimina la rilevanza penale di condotte dirette alla commercializzazione di prodotti diversi da quelli consentiti.

  • Legge 2 dicembre 2016, n. 242 (promozione coltivazione canapa)

    il sintagma contenuto nell'art. 1, comma 2, legge n. 242 del 2016, ove è stabilito che le coltivazioni di cui si tratta "non rientrano nell'ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza"

    La legge 242 disciplina una filiera agroindustriale specifica e consente coltivazioni per usi industriali/fibre e altri usi ammessi dall'UE; tuttavia non autorizza la produzione e commercializzazione di foglie, infiorescenze, olio e resina a fini di uso stupefacente o psicotropo.

  • Legge 242/2016, art. 4, commi 5 e 7 (soglie THC)

    I limiti percentuali di THC (es. 0,2% e 0,6%) tutelano l'agricoltore che abbia rispettato le prescrizioni ma non costituiscono un'automatico titolo di liceità per la commercializzazione di prodotti diversi da quelli espressamente ammessi; la responsabilità penale può sussistere anche con THC inferiori a tali soglie se sussiste concreta offensività/droga potenziale.

  • Codice di procedura penale, art. 608, comma 2

    Il procuratore della Repubblica presso il tribunale può ricorrere per cassazione contro ogni sentenza inappellabile, di condanna o di proscioglimento, pronunciata dalla corte di assise, dal tribunale o dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale

    Consente al Procuratore della Repubblica di proporre ricorso per cassazione contro sentenze inappellabili; nel caso particolare il ricorso è stato proposto dal Procuratore generale presso la Corte d'appello in base alla normativa vigente.

  • Codice di procedura penale, art. 570

    il procuratore della Repubblica presso il tribunale e il procuratore generale presso la Corte di appello possono proporre impugnazione, nei casi stabiliti dalla legge, quali che siano state le conclusioni del rappresentante del pubblico ministero

    Autorizza il Procuratore generale ad impugnare, anche contro l'orientamento del PM di grado inferiore, le decisioni ritenute erronee nei casi previsti dalla legge.

  • Codice di procedura penale, art. 443, comma 1 e art. 606, comma 1, lett. b

    Richiamati in relazione ai limiti dell'impugnazione del pubblico ministero e alle ipotesi di erronea applicazione di legge dedotte nel ricorso per cassazione.

  • Sentenza Sezioni Unite Corte di Cassazione n. 30475 del 30/05/2019 (Castignani)

    Ha chiarito i rapporti fra Testo Unico stupefacenti e legge 242/2016: la coltivazione incentivata dalla legge 242 rientra nelle colture consentite dall'art. 26 del DPR 309/1990 ma non legittima l'estrazione/commercializzazione di derivati a funzione stupefacente; ha precisato che le soglie di THC non sono un'automatica chiave di liceità per prodotti diversi da quelli ammessi e ha rimesso alla verifica della concreta offensività della sostanza.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 364 del 1988

    Stabilisce che l'inevitabilità dell'errore di diritto va valutata secondo criteri oggettivi (impossibilità di conoscenza, assoluta oscurità normativa, gravemente caotico atteggiamento interpretativo degli organi) e non secondo parametri puramente soggettivi; l'errore inevitabile è eccezionale e non può essere invocato quando l'agente, specialmente se professionalmente inserito nel settore, non abbia adempiuto obblighi informativi e di diligenza.

Massime di principio

  • L'assoluzione per inesistenza dell'elemento psicologico (errore di diritto inevitabile) è eccezionale: va dimostrata l'impossibilità oggettiva per chiunque di conoscere o interpretare la norma; incertezze giurisprudenziali o amministrative divergenti non bastano di per sé.
  • Chi esercita attività imprenditoriale in un settore regolato (es. coltivazione di canapa) ha un obbligo maggiore di informarsi e adottare cautele; la documentazione di filiera, comunicazioni agli organi competenti e contratti firmati sono elementi chiave per dimostrare buona fede.
  • La legge 242/2016 tutela coltivazioni per usi industriali/agreolari specifici, ma non legittima la produzione o commercializzazione di infiorescenze, foglie, olio o resine a fini psicotropi; le soglie di THC tutelano l'agricoltore ma non automatizzano la liceità della commercializzazione di prodotti vietati.
  • In giudizio va valutata la concreta offensività/droga potenziale della sostanza (quantitativo complessivo di principio attivo e modalità di lavorazione): quantità significativa di THC e lavorazione mirata alle infiorescenze possono aggravare la valutazione di illiceità.
  • Provvedimenti amministrativi ambigui non estendono automaticamente uno scudo penale all'operatore; in presenza di dubbi seri l'atteggiamento corretto è la cautela o il ricorso a chiarimenti formali (autorità amministrative/giudiziarie).
  • Dal punto di vista procedurale, il Procuratore generale presso la Corte d'appello può proporre ricorso per cassazione contro sentenze inappellabili emesse con rito abbreviato; pertanto l'impugnazione straordinaria è uno strumento concreto per contrastare assoluzioni ritenute illegittime.

Testo integrale

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