Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31507/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione (artt. 178 e 179 c.p.p.) avverso la conferma della condanna per tentato furto. Il ricorrente contestava la mancata conoscenza del processo per aver eletto domicilio presso il difensore d'ufficio e per non essere stato efficacemente informato della data del giudizio di primo grado, rilevando inoltre che in seguito era stato detenuto per altra causa e che la notifica non sarebbe pertanto dovuta passare per il difensore nominato d'ufficio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che dall'elezione del domicilio presso il difensore d'ufficio emergesse la consapevolezza del procedimento da parte dell'imputato e che il mancato contatto del ricorrente con il difensore fosse indicativo di una volontaria sottrazione alla conoscenza degli sviluppi. Inoltre, poiché lo stato di detenzione del ricorrente non risultava dagli atti del processo di primo grado, la Corte di merito non era obbligata a compiere ricerche ulteriori prima di eseguire le notifiche nelle modalità adottate. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 161 cod. proc. pen.

    Disciplina dell'elezione di domicilio presso il difensore; nel caso di specie l'elezione costituisce elemento posto a fondamento della presunzione che l'imputato fosse a conoscenza del procedimento

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Tipizza situazioni in cui si può ritenere che l'imputato abbia avuto conoscenza della vocatio in ius anche tramite soggetti diversi dalla consegna a mani proprie; prevede una presunzione relativa di conoscenza che può essere superata dalla prova dell'incolpevole mancata conoscenza

  • art. 420-quater cod. proc. pen.

    Stabilisce che, quando non sussiste certezza della conoscenza dell'imputato, il giudice debba disporre la notifica personalmente ad opera della polizia giudiziaria: la norma conferma l'orientamento verso l'effettività della conoscenza

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Previsione parallela alla 420-bis per i condannati; richiamata per il principio secondo cui la mancata conoscenza va provata come incolpevole

  • artt. 178 e 179 cod. proc. pen.

    Norme richiamate nella censura sulle nullità e sui vizi di motivazione; la Corte ha ritenuto insufficiente la doglianza fondata su tali articoli perché la fattispecie non dimostrava l'incolpevole mancata conoscenza

  • art. 56, 110, 624 e 625, comma primo, n. 7, cod. pen.

    Norme penali relative al concorso di persone, al furto (e sue circostanze) e alla tentata consumazione; costituivano il capo d'imputazione che ha portato alla condanna confermata

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, se sottoscritta dall'imputato, può essere valutata come indicazione di conoscenza del procedimento e non esclude automaticamente la possibilità di procedere in sua assenza, salvo che l'imputato provi l'incolpevole mancata conoscenza.
  • La presunzione di conoscenza prevista dall'art. 420-bis è relativa: il ricorrente ha l'onere di dimostrare la sua incolpevole ignoranza degli sviluppi del processo per ottenere l'annullamento per mancata conoscenza.
  • Se lo stato di detenzione dell'imputato non risulta dagli atti del procedimento, l'Autorità non è tenuta a ricerche estensive e può eseguire le notifiche secondo le modalità ordinarie; solo quando sussistono elementi che rendono dubbia l'effettività della conoscenza il giudice deve attivare misure per la notifica personale in luogo di detenzione.
  • La prevalenza è data all'effettività della conoscenza della vocatio in ius rispetto alla mera regolarità formale delle notifiche: in caso di incertezza il giudice deve accertare concretamente che l'imputato sia stato personalmente informato.
  • In situazioni analoghe, il difensore di fiducia nominato successivamente può proporre la nullità se dimostra che l'imputato non ha avuto effettiva conoscenza; tuttavia il mancato contatto dell'imputato con il domiciliatario può essere considerato indice di volontaria sottrazione alla conoscenza del processo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.