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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02686/2025 del 22/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Cagliari che, in accoglimento di un concordato ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha rideterminato la pena inflitta per plurime condotte di bancarotta semplice e bancarotta fraudolenta documentale. Con i primi due motivi deduce l'intervenuta prescrizione dei reati di bancarotta semplice, sostenendo che il dies a quo dovesse coincidere con la revoca della carica di amministratrice avvenuta il 4 agosto 2015. Con il terzo motivo lamenta l'assorbimento della bancarotta semplice nella bancarotta fraudolenta documentale, prospettando anche profili connessi alla mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e alla determinazione della pena.

La decisione

La Corte di cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Ritiene manifestamente infondati i primi due motivi perché la decorrenza della prescrizione, nei reati di bancarotta, coincide con la sentenza di fallimento quando la condotta si sia esaurita prima, e non con la cessazione dalla carica dell'imputata. Per il primo fatto di bancarotta semplice il termine prescrizionale non era ancora decorso al momento della sentenza impugnata; per il secondo, il termine non era comunque maturato, anche a prescindere da recidiva e sospensione ex art. 159, comma 3, c.p. Il terzo motivo è ritenuto inammissibile perché attiene a questioni rinunciate con il concordato e a doglianze sulla pena non trasfuse in illegalità della sanzione, non essendo deducibili nel giudizio di legittimità dopo l'accordo, salvo il caso di pena illegale o prescrizione. Conseguentemente la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento di euro 4.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    Il concordato sui motivi in appello comporta un vincolo di rinuncia alle diverse doglianze nel successivo giudizio di legittimità, salve le eccezioni per pena illegale e prescrizione.

  • art. 129 c.p.p.

    La deduzione della mancata valutazione delle cause di proscioglimento è preclusa quando si tratti di motivi rinunciati nel concordato, salvo questioni ammissibili nei limiti del giudizio di cassazione.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Consente la declaratoria di inammissibilità del ricorso senza formalità di procedura.

  • art. 159, comma 3, c.p.

    Richiamato per escludere, nel caso concreto, che la sospensione del corso della prescrizione potesse comunque incidere sulla maturazione del termine.

  • art. 162-bis c.p.

    Non citato.

Massime di principio

  • Nei reati di bancarotta, quando la condotta si sia esaurita prima del fallimento, il momento consumativo coincide con la pronuncia della sentenza dichiarativa di fallimento, che costituisce il dies a quo per il calcolo della prescrizione.
  • Nel giudizio di legittimità successivo a un concordato ex art. 599-bis c.p.p., le doglianze diverse da quelle concordate sono precluse, anche se attengono a questioni rilevabili d'ufficio, salvo l'ipotesi di pena illegale o di prescrizione.
  • La deduzione della prescrizione nel ricorso per cassazione è ammissibile solo se il termine sia effettivamente maturato; se, invece, il motivo è manifestamente infondato, non può fondare l'annullamento.
  • L'assorbimento di un reato in altro titolo di reato e le contestazioni sulla pena non sono deducibili in cassazione quando si traducano in questioni rinunciate con il concordato e non incidano sulla legalità della sanzione.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaBancarotta sempliceImpugnazioniRiti alternativi
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta documentale
IstitutiPrescrizione del reatoNullità processuale

Testo integrale

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